Fare un prestito oggi, 15 Gennaio 2026 può essere utile per affrontare una spesa importante, riorganizzare più debiti in una sola rata o rendere prevedibili uscite che altrimenti peserebbero tutte insieme. La convenienza, però, non dipende dalla “rata più bassa”, ma dal costo totale (TAN e soprattutto TAEG), dalla durata e dalla finalità.
Nel panorama economico attuale, prendere un prestito potrebbe sembrare una scelta audace, ma ci sono molte ragioni valide dietro questa decisione. Un prestito è un finanziamento che ti consente di ottenere liquidità subito e restituirla nel tempo con interessi e spese. Serve a diluire un costo, pianificare meglio il budget e ridurre l’impatto di spese urgenti o strategiche.
Indice Guida
Perchè fare un prestito oggi 15 Gennaio 2026
Fare un prestito oggi, vuol dire rivolgersi ad una banca o a una finanziaria per richiedere una somma di denaro adesso e restituirla in rate nei mesi o anni successivi, pagando oltre al capitale anche interessi e costi (che trovi indicati soprattutto nel TAEG). In pratica dovrai firmare un contratto che definisce importo, durata, rata, tasso (TAN), costo complessivo (TAEG), eventuali spese e condizioni come assicurazioni, estinzione anticipata e cosa succede se ritardi un pagamento.
“Oggi” significa anche che stai accettando le condizioni commerciali disponibili in questo momento di mercato: quindi la tua scelta dipende dalle offerte attuali, dalla tua capacità di rimborso e dallo scopo (investimento come casa/ristrutturazione o spesa di consumo), perché la stessa cifra può costarti molto di più o molto di meno a seconda di tassi, spese e durata.
| Voce | Cosa significa | Cosa controllare |
|---|---|---|
| Importo | Somma che chiedi in prestito | Che copra lo scopo senza “gonfiare” il bisogno |
| Durata | Numero di mesi di rimborso | Equilibrio tra rata sostenibile e interessi totali |
| Rata | Pagamento periodico | Che resti comoda anche con imprevisti |
| TAN | Tasso annuo nominale (interessi) | È utile, ma non basta per confrontare |
| TAEG | Costo totale annuo (interessi + spese principali) | È il numero chiave per comparare le offerte |
| Spese e commissioni | I costi oltre agli interessi | Incidono sul TAEG e sul costo totale del credito |
Conviene chiedere un prestito oggi, 15 Gennaio 2026
Oggi può convenire chiedere un prestito se ti serve liquidità per uno scopo chiaro (spesa importante, emergenza, consolidamento) e riesci a ottenere un TAEG competitivo: il contesto dei tassi nell’area euro è più “stabile” rispetto ai picchi degli anni scorsi, perché la BCE ha mantenuto invariati i suoi tre tassi chiave (deposit facility 2,00%, rifinanziamento principale 2,15%, marginal lending 2,40%) nella decisione del 18/12/2025.
Detto questo, la vera domanda non è “oggi sì o no”, ma: il costo totale vale il beneficio? Per prestiti personali e credito al consumo, i costi possono restare elevati: ad esempio, per “credito personale” la Banca d’Italia riporta un TEGM 11,46% con soglia anti-usura 18,32% (valori usati per calcolare le soglie, non “preventivi” automatici) per il 1° trimestre 2026.
In pratica: conviene se il prestito riduce un costo più alto (consolidamento), finanzia qualcosa che crea valore/risparmio (casa/efficienza/formazione), e la rata resta sostenibile anche con imprevisti; non conviene se serve a coprire spese ricorrenti o se scegli guardando solo la rata senza confrontare il TAEG.
🌱 Qual’è un buon TAEG oggi, Gennaio 2026?
Non esiste un “TAEG buono” valido per tutti: dipende dal tipo di finanziamento (prestito personale, mutuo, cessione del quinto, revolving) e dal tuo profilo (reddito, durata, importo, storico creditizio). Un modo pratico e autorevole per orientarsi è confrontare il TAEG che ti propongono con i TEGM (tassi effettivi globali medi) pubblicati trimestralmente per legge: se il tuo TAEG è sotto la media della tua categoria, di solito è “buono”; se è molto sotto, è “ottimo”.
Nota rapida: i numeri “buono/caro” sono soglie pratiche ricavate confrontando l’offerta con la
media ufficiale (TEGM) della stessa categoria; la tua offerta reale può variare in base a importo,
durata e rischio. I TEGM e le soglie antiusura per il 1° trimestre 2026 sono pubblicati da Banca d’Italia/MEF.
Tabella di riferimento (Gennaio 2026 – valori medi ufficiali + regola pratica)
| Prodotto (categoria) | TEGM medio ufficiale (Q1 2026) | TAEG “buono” indicativo | TAEG “caro” indicativo |
|---|---|---|---|
| Mutuo ipotecario tasso fisso | 3,96% | sotto ~3,96% | sopra ~4,5–5% |
| Mutuo ipotecario tasso variabile | 4,13% | sotto ~4,13% | sopra ~4,7–5% |
| Prestito personale | 11,46% | sotto ~10% (ottimo se ben sotto) | sopra ~12–13% |
| Credito finalizzato (es. auto/beni) | 11,03% | sotto ~10% | sopra ~12–13% |
| Cessione del quinto > 15.000€ | 9,46% | sotto ~9–9,5% | sopra ~10,5–11% |
| Cessione del quinto ≤ 15.000€ | 13,73% | sotto ~12–13% | sopra ~14–15% |
| Credito revolving | 15,77% | sotto ~14–15% | sopra ~16–18% |
| Carte di credito (finanziamenti) | 11,76% | sotto ~10–11% | sopra ~12–13% |





