Uno dei modi più efficaci per aumentare l’efficienza energetica è attraverso interventi mirati nella propria abitazione o nell’edificio commerciale. Questi interventi possono includere l’installazione di pannelli solari, l’isolamento termico, la sostituzione di vecchi sistemi di riscaldamento e raffreddamento con modelli più efficienti, e molto altro ancora.
Finanziare lavori di efficientamento energetico oggi significa coordinare tre elementi: liquidità
(quando ti servono i fondi), struttura del finanziamento (prestito green o mutuo green) e
corretta gestione dei bonus (detrazioni e adempimenti come ENEA). Se uno dei tre non è allineato,
il rischio operativo è concreto: tempi più lunghi, frizioni in istruttoria, documentazione incompleta e complicazionin ella fruizione delle detrazioni.
Questa guida è orientata alla decisione: chiarisce cosa aspettarti da un prestito green casa,
come si differenzia da un mutuo green, quali variabili incidono su TAN e TAEG e come “incastrare” correttamente interventi e pratiche come Bonus Casa, Ecobonus 2026 e ENEA 90 giorni.
Indice Guida
A cosa serve e come è regomanetato

Un prestito o mutuo Green per efficientamento energetico è un finanziamento (di norma credito ai consumatori/prestito personale, talvolta “finalizzato”) che la banca/finanziaria eroga a condizioni dedicate se l’importo viene usato per interventi che migliorano le prestazioni energetiche dell’immobile. Non è un “bonus”: è credito regolato dalla disciplina del credito ai consumatori (art. 121 e seguenti del Testo Unico Bancario) e dalla normativa di recepimento della Direttiva 2008/48/CE (D.Lgs. 141/2010); in pratica, ti vengono forniti documenti precontrattuali (es. SECCI) con TAN/TAEG e costi complessivi secondo le regole di trasparenza.
Questo finanziamento copre spese come cappotto/isolamento, infissi, pompe di calore/caldaie efficienti, fotovoltaico (anche con accumulo), solare termico, termoregolazione e altri interventi di risparmio energetico; spesso l’istituto richiede preventivi/fatture e/o una dichiarazione che attesti la finalità “green” (ad esempio Findomestic indica che l’offerta è erogabile solo per progetti di risparmio energetico/energie rinnovabili con documentazione a supporto). Sul piano dei costi, a gennaio 2026 esempi pubblici riportano TAEG nell’ordine ~6,9%–7,8% su simulazioni tipo 10.000 € / 84 mesi: Findomestic “Prestito Green Casa” con TAEG 6,96% (esempio) e Agos “Casa Green” con TAN 7,50% – TAEG 7,76% (esempio).
Se l’intervento rientra nei bonus edilizi, il prestito può essere semplicemente la fonte di liquidità mentre la “leva” fiscale dipende dalle norme: l’Ecobonus è disciplinato dall’art. 14 del D.L. 63/2013 e, per le spese 2025–2026, l’Agenzia delle Entrate indica una detrazione 36% elevata al 50% per abitazione principale; il Bonus ristrutturazioni è inquadrato nell’art. 16-bis del D.P.R. 917/1986 (TUIR) e la detrazione “ordinaria” è comunemente al 50% entro determinati limiti (secondo le schede AE); il Superbonus nasce dall’art. 119 del D.L. 34/2020, ma per il 2026 viene segnalata la mancata proroga generale (salvo casistiche particolari). Per fruire delle detrazioni, tipicamente servono adempimenti come bonifico “parlante” (con CF e dati del beneficiario del pagamento) e, per gli interventi energetici, invio dati a ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori nei casi previsti. Fonte Agenzia delle Entrate.
Checklist riassuntiva
- Definisci interventi e sequenza (fotovoltaico, infissi, cappotto, pompe di calore).
- Raccogli preventivo dettagliato e, se utile, capitolato/computo metrico.
- Scegli la struttura: prestito green (agilità) vs mutuo green (importi elevati + requisiti energetici/APE).
- Prepara documenti: identità/CF, redditi, situazione finanziaria, preventivi/contratti, eventuale APE/progetto.
- Imposta correttamente fatture e pagamenti (tracciabilità e intestazioni coerenti).
- Gestisci SAL/varianti con un fascicolo aggiornato (contratti, fatture, ricevute, schede tecniche).
- Se dovuta, invia comunicazione ENEA entro 90 giorni da fine lavori (fonte: ENEA) e conserva le ricevute.
- Per spese 2025–2026 applica la detrazione 36% (o 50% se abitazione principale) secondo Agenzia delle Entrate, organizzando i documenti per la dichiarazione.
Prestito green vs Mutuo green: Tabella comparativa
| Voce | Prestito green | Mutuo green |
|---|---|---|
| Finalità tipica | Lavori/impianti di efficientamento energetico (anche step-by-step) | Acquisto immobile efficiente e/o ristrutturazione con upgrade energetico |
| Garanzia | Di norma non ipotecaria (valutazione su reddito/merito creditizio) | Spesso ipoteca e perizia immobile; struttura più “immobiliare” |
| Importo e durata | Più adatto a importi medi e durate contenute | Più adatto a importi elevati e durate lunghe |
| Tempi istruttoria | Di norma più rapidi (specie se finalizzato con preventivo chiaro) | Più lunghi: perizia, atto, istruttoria più articolata |
| Documentazione lavori | Preventivo/contratto, fatture, a volte documenti tecnici | Preventivo + documentazione energetica più strutturata (es. APE/progetto) |
| Flessibilità su SAL/varianti | Buona se sono previste erogazioni in tranche; altrimenti più rigida | Gestibile con SAL, ma con vincoli tecnici e verifiche (es. perizie/controlli) |
| Obiettivo “green” | Dimostrare la natura dell’intervento | Dimostrare efficienza dell’immobile e/o miglioramento prestazionale |
| Compatibilità con detrazioni | Sì: conta la corretta gestione di fatture e pagamenti | Sì: ma con più passaggi e verifiche “immobiliari” |
Come scegliere in modo pratico
Qui sotto trovi una guida decisionale rapida per scegliere tra prestiti e mutui green in base a
tipologia, capienza, flessibilità, vincoli “green” e scenario d’uso.
1) Tipologia: prestito vs mutuo vs pubblico
- Finanziamento “immobiliare” (acquisto/costruzione o riqualificazione legata all’immobile):
nel set di link indicati la soluzione specifica è il Mutuo Green di Intesa Sanpaolo. - Prestito personale per interventi/beni green: rientrano Agos, Banca Sella,
Findomestic, BNL (prestito ristrutturazione). - PA/ESCo su progetti strutturati: il Fondo Nazionale Efficienza Energetica è la strada pubblica.
- Imprese con prodotto “green” corporate: Banco Desio è dedicato.
2) “Capienza” (importo massimo dichiarato)
- Banca Sella: fino a 75.000 € (il più alto tra i prestiti retail con massimale esplicito)
- Findomestic: fino a 60.000 €
- Agos: fino a 50.000 €
- BNL: massimale non evidenziato come dato unico nella pagina sintetica (presenti esempi e note operative)
- Intesa (mutuo): importi non riportati in sintesi, tipicamente parametrati alla pratica di mutuo
- Banco Desio (imprese): importo non riportato in sintesi pagina (logica corporate)
- Fondo Nazionale: dipende da regole/bandi
3) Flessibilità e “funzioni di gestione”
- Findomestic: leva forte su cambio rata e salto rata, con regole operative dichiarate;
inoltre “green” vincolato a documentazione. - BNL: leva marcata su firma a distanza + Reload (nuovo credito dopo 6 mesi, previa valutazione)
+ Flexi (salto rate con commissione indicata). - Agos: percorso digitale e indicazione di disponibilità in 48 ore dall’approvazione nel flusso online.
- Banca Sella: posizionamento più “lineare” (capienza alta e condizioni su commissione di erogazione),
senza enfatizzare opzioni di flessibilità nella stessa misura di Findomestic/BNL.
4) Vincoli “green” (quanto è stringente l’ammissibilità)
- Findomestic: esplicita che l’erogazione è legata a progetti green e richiede documentazione/dichiarazione.
- Banca Sella e BNL: elencano chiaramente finalità e categorie finanziabili (casa/impianti/mobilità),
con enfasi “catalogo finalità”. - Agos: impostazione “Casa Green” e percorso progettuale orientato a guida/simulazione.
- Banco Desio: requisiti documentali e logica di allineamento per investimenti aziendali.
- Fondo Nazionale: requisiti da normativa/bandi per PA/ESCo.
5) Lettura per scenario (scelta rapida)
- Ristrutturazione/efficientamento casa con esigenze standard e importo elevato:
Banca Sella (capienza fino a 75.000 €) oppure BNL se ti interessa soprattutto gestione/strumenti
(firma a distanza, opzioni). - Progetto green con necessità di “certificazione” della finalità e flessibilità rate:
Findomestic. - Intervento casa con percorso digitale e importi medi:
Agos. - Acquisto o riqualificazione con impostazione da mutuo e leva su APE:
Intesa Sanpaolo Mutuo Green. - Investimento green di impresa con logica di sconto tasso dichiarata e requisiti:
Banco Desio. - Efficienza energetica in PA/ESCo su canale pubblico:
Fondo Nazionale Efficienza Energetica.
Prestito efficientemento energetico come funziona?
Un prestito per efficientamento energetico è un finanziamento pensato per coprire le spese di lavori e impianti che migliorano le prestazioni della casa (ad esempio fotovoltaico, pompe di calore, infissi, cappotto termico). Nella pratica può essere un prestito finalizzato (legato a un preventivo/contratto con installatore o impresa) oppure un prestito personale (più flessibile, non vincolato formalmente a un singolo intervento). La scelta tra le due forme incide soprattutto su documentazione richiesta e gestione operativa dei pagamenti.
La banca o finanziaria valuta in genere tre aree: importo e durata (che influenzano rata e costo complessivo), profilo del richiedente (reddito, stabilità lavorativa, storico creditizio, rapporto rata/reddito) e tracciabilità del progetto (preventivi, capitolato, eventuali documenti tecnici). Il prezzo del prestito si riflette in TAN e TAEG: oltre al tasso nominale, il TAEG include anche costi come istruttoria e spese di gestione; per confrontare offerte in modo corretto è quindi più utile guardare il TAEG e le condizioni complessive (vincoli, tempi, spese accessorie) rispetto alla sola rata.
Se intendi usare le detrazioni per riqualificazione energetica, è essenziale impostare fin da subito la parte documentale: per le spese 2025–2026 la detrazione è 36%, elevata al 50% se l’immobile è abitazione principale (fonte: Agenzia delle Entrate). Inoltre, quando previsto, la comunicazione tramite i portali ENEA va inviata entro 90 giorni dalla data di fine lavori (fonte: ENEA). In altre parole: il prestito ti dà la liquidità, ma la “tenuta” del vantaggio fiscale dipende da fatture, pagamenti tracciabili, intestazioni corrette e rispetto delle scadenze post-lavori.
Documenti da preparare: checklist completa
Documenti anagrafici e reddituali
- Documento d’identità e codice fiscale
- Residenza e/o stato di famiglia (se richiesto)
- Documentazione reddituale (buste paga/CU/dichiarazione dei redditi/pensione, secondo profilo)
- Estratti conto o evidenze di entrate-uscite (se richiesti in istruttoria)
- Eventuali finanziamenti in corso (piani di ammortamento o riepiloghi)
Documenti tecnici dei lavori e preventivi
- Preventivo dettagliato (voci principali: materiali, manodopera, posa, pratiche)
- Contratto d’appalto/ordine con impresa o installatore
- Computo metrico (utile su cantieri complessi)
- Schede tecniche essenziali (fotovoltaico, pompa di calore, infissi, isolanti)
- Eventuale relazione tecnica/progetto energetico (più frequente in interventi strutturati)
- Eventuale APE (soprattutto se valuti un mutuo green o vuoi misurare il salto prestazionale)
Documenti per bonus e pratiche (incluso ENEA)
- Titolo edilizio ove necessario (CILA/SCIA o altra pratica, secondo il caso)
- Fatture intestate correttamente e ricevute dei pagamenti
- Pratica ENEA: ricevuta di trasmissione e identificativi di invio (quando dovuta, entro 90 giorni da fine lavori)
- Fascicolo documentale per detrazioni 2025–2026: 36% (50% abitazione principale) secondo Agenzia delle Entrate
Errori comuni da evitare
- Scegliere il prodotto “green” solo sulla rata, ignorando tempi, vincoli e documentazione richiesta.
- Partire senza un preventivo realmente dettagliato (le varianti complicano SAL, fatture e bonus).
- Confondere “data fattura”, “data pagamento” e “data fine lavori”: sono riferimenti diversi, con impatti su ENEA.
- Pagamenti non coerenti con intestazione o requisiti operativi dell’agevolazione.
- Trattare APE e documentazione energetica come “optional” quando si punta a un mutuo green ristrutturazione.
- Non predisporre una cartella documentale unica (contratti, fatture, ricevute, schede tecniche, ENEA).
- Decidere il finanziamento dopo aver già firmato con l’impresa, perdendo margine su flussi e modalità di erogazione.
Timeline in 7 step
- Definisci l’obiettivo energetico: comfort, consumi, valore immobile, priorità (impianto vs involucro).
- Raccogli 2–3 preventivi comparabili (capitolato coerente, tempi, garanzie).
- Valuta prodotto di credito: prestito green (più agile) vs mutuo green (più strutturale).
- Pre-istruttoria documentale: anagrafica, redditi, preventivi, eventuale APE/progetto.
- Erogazione e avvio lavori: definisci se pagamento unico o per SAL.
- Chiusura lavori: formalizza “fine lavori” e completa fascicolo (fatture, pagamenti, dichiarazioni).
- Post-lavori: invio ENEA entro 90 giorni (quando dovuto) e organizzazione documenti per detrazioni.
Il ruolo dell’APE (classe energetica) nei mutui green
I mutui green sono spesso legati a requisiti energetici più espliciti. Nella prassi:
- per acquisto, molte iniziative “green” richiedono APE con classe alta (frequentemente A/B, a seconda della policy della banca);
- per ristrutturazione, è spesso richiesto di dimostrare un miglioramento sensibile delle prestazioni (es. salto di classi energetiche o riduzione consumi), tramite documentazione tecnica (APE pre/post o equivalenti), secondo prassi di mercato e criteri interni.
Implicazione decisionale: se il tuo progetto punta a un salto prestazionale misurabile e lo puoi documentare, il mutuo green ristrutturazione
è più coerente. Se invece lavori “a blocchi”, spesso è più agile un prestito green.
TAN e TAEG: quali variabili incidono davvero (senza “numeri a caso”)
Comprendere cosa sposta TAN e TAEG è più utile che confrontare offerte “a colpo d’occhio”.
Le banche prezzano rischio e costi di gestione: la decisione deve tenere conto di tipologia, durata, spese accessorie e documentazione.
Fattori legati a importo, durata e tipologia
- Durata: incide sul costo complessivo e sul peso relativo delle spese fisse.
- Importo: costi fissi (istruttoria, gestione pratica) pesano diversamente su importi piccoli vs medi.
- Finalizzato vs non finalizzato: il finalizzato può beneficiare della tracciabilità della spesa; il non finalizzato si regge più su merito creditizio.
Fattori legati al profilo del richiedente e alle garanzie
- Stabilità e livello di reddito, tipo di contratto e continuità lavorativa.
- Storico creditizio (puntualità nei pagamenti, esposizioni in corso).
- Rapporto rata/reddito e altri impegni finanziari.
- Nei mutui: valore dell’immobile, perizia e struttura dell’operazione possono essere determinanti.
Spese accessorie e impatto sul TAEG
Il TAEG incorpora, oltre al TAN, anche le spese legate al finanziamento: istruttoria, incasso rata, gestione,
ed eventuali assicurazioni richieste o accessorie (a seconda della struttura). Nei mutui, spesso si aggiungono costi tipici del processo,
come la perizia.
Criterio pratico: confronta sempre la soluzione “green” su costo complessivo e vincoli operativi
(documenti, tempi, SAL), non solo sulla rata.
Detrazioni e adempimenti: come “incastrare” prestito e bonus
Detrazioni per riqualificazione energetica: per spese 2025–2026 la detrazione è 36%, elevata al 50% in caso di abitazione principale.
ENEA 90 giorni: quando e come rispettare la scadenza
Portali ENEA: invio comunicazione entro 90 giorni dalla data di fine lavori. Impostazione operativa: individua e documenta chiaramente la “fine lavori”, perché è il riferimento che governa la scadenza dei 90 giorni.
Prestito e detrazione: cosa conta su fatture, pagamenti e intestazioni
La compatibilità prestito + detrazione è principalmente una questione di processo. I punti che evitano criticità:
- Intestazione coerente: chi sostiene la spesa deve risultare coerente con chi fruisce della detrazione.
- Fatture descrittive: devono identificare chiaramente beni/interventi e il perimetro lavori.
- Pagamenti tracciabili e corretti: evita incoerenze tra modalità di pagamento e requisiti operativi dell’agevolazione.
- Archiviazione ordinata: contratti, SAL, fatture, ricevute, schede tecniche, eventuale invio ENEA e ricevute.
Suggerimento operativo: prima di firmare, allinea banca/finanziaria e impresa sul flusso
preventivo → SAL → fatture → pagamenti → fine lavori → ENEA (se dovuta) → conservazione documenti.
Come scegliere in modo “decision-oriented”: 5 scenari tipici
1) Piccoli lavori e tempi rapidi: quando vince il prestito
Se l’intervento è circoscritto (ad esempio prestito infissi o prestito pompe di calore con installazione rapida),
la priorità tende a essere la disponibilità dei fondi e una gestione snella dei documenti. In questo caso, il prestito green
(spesso finalizzato) è tipicamente più lineare.
2) Interventi strutturali e importi elevati: quando ha senso il mutuo green
Su lavori complessi (cappotto + impianto + serramenti) e importi elevati, il mutuo green ristrutturazione è coerente quando puoi
sostenere tempi e documentazione: perizia, istruttoria più articolata, e dimostrazione di miglioramento energetico (APE pre/post o equivalente),
secondo prassi di mercato.
3) Strategie miste: fasi e ottimizzazione documentale
Molte famiglie adottano una strategia per fasi:
- Fase 1: interventi ad alto impatto (impianto o isolamento mirato).
- Fase 2: fotovoltaico e ottimizzazioni.
- Fase 3: completamenti e rifiniture.
In questo scenario un prestito efficientamento energetico può essere più gestibile, purché la governance documentale resti rigorosa
(capitolati, SAL, fatture, pagamenti e, quando dovuto, ENEA).
4) Se hai già un mutuo: opzioni pratiche da valutare
Se l’immobile è già finanziato, la scelta dipende da capienza finanziaria, tempi e costi di un’eventuale operazione ipotecaria aggiuntiva e
livello di complessità accettabile. Per lavori mirati, il prestito green casa spesso riduce le frizioni operative.
5) Priorità energetiche: da dove partire (comfort, bollette, valore immobile)
La priorità robusta è partire da ciò che:
- riduce dispersioni (involucro: prestito cappotto termico, prestito infissi), e/o
- migliora l’efficienza di generazione (impianto: prestito pompe di calore, prestito fotovoltaico).
Una diagnosi energetica o un confronto tecnico qualificato può aiutare a evitare interventi scollegati e a scegliere una sequenza coerente
con obiettivi, budget e pratiche.
Che cosa si intende per efficientamento energetico?
Per efficientamento energetico si intende l’insieme di interventi tecnici e gestionali che riducono l’energia necessaria per garantire lo stesso livello di comfort e di servizi in un edificio (riscaldamento, raffrescamento, acqua calda, ventilazione, illuminazione), oppure che migliorano il comfort a parità di consumi.
In pratica significa diminuire le dispersioni e le inefficienze, ottimizzare gli impianti e, quando possibile, integrare fonti rinnovabili, con l’obiettivo di abbassare i consumi e migliorare le prestazioni energetiche misurabili dell’immobile.
Nel residenziale, l’efficientamento si realizza tipicamente agendo su due leve: involucro e impianti. L’involucro comprende isolamento (cappotto, coibentazione del tetto), serramenti e schermature per limitare le perdite e i guadagni termici indesiderati; gli impianti includono soluzioni più efficienti (pompe di calore, caldaie ad alta efficienza, sistemi di regolazione) e autoproduzione da rinnovabili (fotovoltaico, eventualmente accumulo). A livello operativo, il risultato si traduce spesso in un miglioramento dell’APE (classe energetica) e/o in una riduzione dei consumi stimati o misurati.
FAQ
Prestito green e detrazioni sono compatibili?
Sì. La detrazione dipende dalla natura dell’intervento e dal rispetto di requisiti e adempimenti (fatture, pagamenti, eventuale ENEA), non dal fatto che tu abbia finanziato la spesa.
Prestito green vs mutuo green: qual è la differenza principale?
Il prestito green è di norma non ipotecario e più rapido; il mutuo green è più strutturale (spesso con ipoteca), adatto a importi elevati e con requisiti energetici/documentali più stringenti (APE/miglioramento).
Serve sempre l’APE per un prestito green?
Non sempre. È più tipico che l’APE sia richiesto o valorizzato nei mutui green; nel prestito green può essere richiesto oppure risultare utile, a seconda dell’istituto.
Entro quando va inviata la comunicazione ENEA?
Entro 90 giorni dalla data di fine lavori, quando l’intervento rientra tra quelli soggetti a invio (fonte: ENEA).
Per spese 2025–2026 qual è la detrazione per riqualificazione energetica?
Per spese 2025–2026 la detrazione è 36%, elevata al 50% in caso di abitazione principale (fonte: Agenzia delle Entrate).
Posso finanziare fotovoltaico e accumulo con un prestito green?
In generale sì: molte soluzioni includono l’accumulo se previsto e documentato nel preventivo/contratto, e se rientra nelle condizioni del finanziatore.
Il prestito deve essere finalizzato per ottenere i bonus?
No. Ai fini dei bonus conta la corretta gestione della spesa (fatture, pagamenti e adempimenti). Il finalizzato può rendere più semplice la tracciabilità operativa.
Mutuo green ristrutturazione: cosa significa “miglioramento energetico sensibile”?
In prassi significa poter dimostrare un upgrade misurabile (es. miglioramento di classi energetiche o riduzione consumi) tramite documentazione tecnica (APE pre/post o equivalenti), secondo policy bancarie.
Quali lavori rientrano più spesso nel prestito efficientamento energetico?
Fotovoltaico, pompe di calore, infissi, cappotto/isolamento e altri interventi che riducono consumi o aumentano energia da fonti rinnovabili, in base alle condizioni dell’istituto.






