Il Bando “Contributi regionali per la promozione della partecipazione delle imprese artigiane piemontesi a eventi fieristici 2026” è rivolto alle imprese artigiane con sede operativa attiva in Piemonte e qualifica artigiana annotata al Registro Imprese, in regola con DURC e requisiti “de minimis”. Il contributo sostiene la partecipazione con uno stand a una sola fiera in Italia (qualifica nazionale o internazionale) scelta tra quelle del Calendario della Conferenza delle Regioni, con svolgimento in presenza; si può chiedere il contributo per uno solo dei due semestri e chi beneficia nel 1° semestre non può ripresentare domanda nel 2° semestre.
La dotazione finanziaria complessiva è di € 400.000,00 (di cui € 200.000,00 per il 1° semestre e € 200.000,00 per il 2° semestre), con assegnazione a sportello in ordine cronologico fino a esaurimento risorse. L’importo del contributo (al netto di IVA, imposte e tasse) deve essere compreso tra € 2.000,00 e € 5.000,00: se le spese ammissibili rendicontate sono < € 2.000,00 non viene concesso/erogato alcun contributo, mentre oltre il tetto massimo l’impresa copre la parte eccedente con risorse proprie.
Sono ammesse solo spese pertinenti allo stand: quota di iscrizione, area espositiva (plateatico), allestimento (fatture dell’Ente fiera e, se presente, di un allestitore esterno autorizzato dall’Ente fiera); sono escluse, tra le altre, trasferte/vitto/alloggio, imposte e tasse, pagamenti in contanti o per compensazione, allestimenti con soggetti non autorizzati e autofatturazione. È vietato chiedere altri contributi pubblici sulle medesime spese e va rispettato il massimale “de minimis” (fino a € 300.000,00 su tre anni per “impresa unica”).
Indice Guida
Date e vincoli operativi
Per le fiere del 1° semestre (eventi dal 01/01/2026 al 30/06/2026) le domande si presentano su piattaforma ReStart dalle ore 11:00 del 31/10/2025 alle ore 16:00 del 30/04/2026; per il 2° semestre (eventi dal 01/07/2026 al 31/12/2026) le domande vanno dal 01/05/2026 al 01/11/2026.
La fiera deve svolgersi non prima del 60° giorno successivo alla presentazione della domanda e comunque entro il 31/12/2026; inoltre, prima di inviare l’istanza l’impresa deve contattare l’Ente fiera, definire acconti/saldi e non effettuare pagamenti finché la richiesta non è stata formalizzata su ReStart.
Le spese ammesse devono essere successive alla domanda, documentate con fatture elettroniche e quietanze intestate all’impresa, con indicazione del CUP (pena inammissibilità) e fatture emesse entro 31/12/2026; lo sportello può chiudere anticipatamente per esaurimento fondi.
In sintesi

- Destinatari: imprese artigiane con sede operativa attiva in Piemonte e qualifica artigiana annotata nel Registro Imprese
- Forma agevolazione: contributo a fondo perduto (importi/percentuali non indicati nella fonte fornita)
- Spese ammesse: iscrizione/acconto, spazio espositivo e allestimento (anche con allestitore esterno autorizzato), al netto IVA
- Regime aiuti: de minimis (Reg. UE 2023/2831) e divieto di cumulo sulle stesse spese
- Domanda: invio telematico con firma digitale CAdES (.p7m) tramite sportello Restart di Infocamere
- Scadenze: non indicate nella fonte fornita: verificare sul bando ufficiale
A chi spetta
Possono presentare domanda le imprese che risultano regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese presso una Camera di commercio competente per territorio in Piemonte e che hanno una sede operativa attiva in Piemonte. È inoltre richiesto che nel Registro Imprese sia presente l’annotazione della qualifica di impresa artigiana (Albo Imprese Artigiane). In pratica, prima di compilare la domanda, controlla la visura camerale: se la qualifica artigiana non è riportata, attivati per l’aggiornamento presso gli uffici competenti, perché la qualifica viene dichiarata come requisito al momento della presentazione.
La modulistica richiede anche condizioni di regolarità e affidabilità. L’impresa dichiara di non essere sottoposta a procedure concorsuali e di non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione (anche volontaria), di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente. Inoltre dichiara di non aver commesso reati per i quali è stata comminata la sanzione interdittiva che comporta l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi, con richiamo alla disciplina del d.lgs. 231/2001. Operativamente, questo significa che prima dell’invio devi verificare che non ci siano eventi societari o provvedimenti che impediscano di accedere a misure pubbliche.
Cosa è necessario?
È necessario essere in regola con i versamenti contributivi e previdenziali (DURC).
Se la tua impresa non ha una posizione INPS/INAIL o non è soggetta agli obblighi assicurativi e contributivi, è prevista una dichiarazione sostitutiva dedicata per la verifica della regolarità contributiva.
Compilala solo se pertinente al tuo caso, scegliendo le casistiche previste (ad esempio ditta individuale senza dipendenti o professionista con cassa dedicata), e firmala digitalmente nel formato richiesto.
Dichiarazione sugli obblighi di assicurazione
Nel modulo di domanda è presente anche una dichiarazione sugli obblighi di assicurazione da danni catastrofali: l’impresa dichiara se non è soggetta oppure se ottempera con una polizza, indicando estremi e scadenza. Prima di spuntare, verifica il tuo inquadramento e conserva la documentazione a supporto, perché la dichiarazione è resa ai sensi del DPR 445/2000 e comporta responsabilità in caso di informazioni non veritiere.
Infine, la misura opera in regime “de minimis”. L’impresa dichiara che l’attività prevalente (codice ATECO 2025) rientra nei settori ammessi dal regolamento e che non ricade nelle attività escluse o ammesse con limitazioni. Dichiara anche di non aver richiesto o ricevuto altri contributi pubblici per le medesime spese ammissibili e di rispettare il divieto di cumulo.
Per evitare errori, ricostruisci gli aiuti pubblici ricevuti negli ultimi tre anni (soprattutto quelli in de minimis), calcola l’eventuale residuo e tieni pronto un prospetto interno che colleghi ogni aiuto alle relative spese.
Check-list pratica
Una check-list pratica prima dell’invio:
- (1) visura camerale aggiornata con qualifica artigiana;
- (2) sede operativa attiva in Piemonte;
- (3) DURC regolare o dichiarazione alternativa;
- (4) assenza di procedure concorsuali;
- (5) rispetto del de minimis e del divieto di cumulo;
- (6) PEC e firma digitale funzionanti. Se uno di questi punti non è soddisfatto, la domanda rischia l’inammissibilità o, in caso di controlli successivi, la revoca del contributo.
| Requisito | Cosa verificare in pratica | Documento utile |
|---|---|---|
| Iscrizione al Registro Imprese in Piemonte | Impresa attiva e regolarmente costituita; sede operativa attiva in Piemonte | Visura camerale aggiornata |
| Qualifica di impresa artigiana | Annotazione presente nel Registro Imprese / Albo Imprese Artigiane | Visura con annotazione artigiana |
| Regolarità contributiva | DURC regolare oppure dichiarazione alternativa se non soggetti | DURC o dichiarazione sostitutiva INPS/INAIL |
| Assenza procedure concorsuali | Nessun fallimento, liquidazione, concordato o situazioni equivalenti | Dichiarazione in domanda + evidenze interne |
| De minimis e divieto di cumulo | Aiuti triennio sotto soglia; nessun altro contributo sulle stesse spese | Prospetto aiuti e tracciabilità fatture |
Cosa finanzia
Il contributo è finalizzato a sostenere spese direttamente collegate alla partecipazione a una manifestazione fieristica nel 2026, con riferimento ai costi che l’impresa sostiene verso l’Ente Fiera e, in alcuni casi, verso un allestitore esterno autorizzato. Nel piano spese della domanda gli importi devono essere indicati al netto dell’IVA, di imposte e tasse: questo aspetto è operativo e non formale, perché condiziona il modo in cui riporti preventivi e fatture e come ricostruisci i costi ammissibili.
Le voci di spesa esplicitamente previste dal piano spese della modulistica sono quattro. Prima voce: spesa di iscrizione o acconto con Ente Fiera, tipicamente legata all’adesione e alla prenotazione. Seconda voce: saldo per spazio espositivo e allestimento sostenuto con Ente Fiera, quando l’allestimento è gestito direttamente dall’organizzazione. Terza voce: saldo per lo spazio espositivo sostenuto con Ente Fiera in caso di presenza di un allestitore esterno, cioè quando lo spazio resta fatturato dall’Ente Fiera e l’allestimento viene fatturato separatamente. Quarta voce: spese per allestimento sostenute con un allestitore esterno autorizzato dall’Ente Fiera.
Questo schema ti suggerisce come impostare correttamente i documenti. Se lavori solo con l’Ente Fiera, cerca di ottenere documenti (contratto, conferma, fattura) che distinguano chiaramente iscrizione, spazio e allestimento, oppure una fattura complessiva ma descrittiva. Se utilizzi un allestitore esterno, verifica e conserva l’autorizzazione dell’Ente Fiera e mantieni separati i flussi: pagamenti all’Ente Fiera per lo spazio e pagamenti all’allestitore per l’allestimento. In caso di controllo, questa coerenza documentale è ciò che rende chiaro che ogni costo rientra nella voce corretta del piano spese.
I moduli da compilare per la domanda
La modulistica richiede anche di indicare la tipologia di fiera: fiere internazionali certificate, fiere internazionali non certificate e fiere nazionali. Inoltre richiama un elenco fiere collegato al Calendario della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Prima di impegnare spese, verifica che l’evento scelto sia presente o coerente con il calendario richiamato e che le date siano nel 2026. Se l’evento ha più edizioni o sedi, annota in domanda esattamente quella a cui partecipi (città e periodo), perché la domanda prevede l’indicazione del comune e delle date di inizio/fine.
Nelle fonti fornite non sono elencate ulteriori spese ammissibili né esclusioni dettagliate (ad esempio viaggio, vitto, alloggio, trasporto merci, comunicazione, servizi accessori). Di conseguenza, se prevedi costi diversi dalle quattro voci, evita di inserirli nel piano spese senza una base esplicita nel bando. In alternativa, tienili in un prospetto separato come “spese extra” e considerali a carico dell’impresa. È comunque utile conservarne la documentazione, perché possono essere richiesti per verifiche generali, anche se non finanziati.
| Voce di spesa (piano spese) | Fornitore tipico | Note operative |
|---|---|---|
| Spesa di iscrizione/acconto | Ente Fiera | Conserva conferma di iscrizione e fattura/quietanza; importi al netto IVA |
| Saldo spazio espositivo e allestimento | Ente Fiera | Se l’allestimento è incluso nel pacchetto dell’Ente Fiera, fattura unica o distinta ma descrittiva |
| Saldo spazio espositivo (con allestitore esterno) | Ente Fiera | Lo spazio resta fatturato dall’Ente Fiera anche se l’allestimento è esterno |
| Spese allestimento con allestitore esterno autorizzato | Allestitore esterno | Conserva evidenza dell’autorizzazione dell’Ente Fiera e contratto/fattura dell’allestitore |
| Spese non citate come ammissibili | Non indicate nella fonte fornita (es. viaggio, vitto, alloggio, trasporti, comunicazione, servizi accessori): verificare nel testo del bando prima di inserirle. |
|---|
Quanto vale
Nelle fonti fornite non è indicato l’importo massimo del contributo, la percentuale di agevolazione, eventuali massimali per tipologia di fiera, né la dotazione finanziaria complessiva della misura. Di conseguenza, prima di definire un budget definitivo di partecipazione, devi recuperare dal testo del bando i parametri economici: aliquota o importo fisso, massimale per domanda, eventuale spesa minima o spesa massima ammissibile, e possibili differenze tra fiere nazionali e internazionali.
Puoi comunque impostare in modo corretto il metodo di calcolo partendo dalle spese ammissibili note. Crea un prospetto con le quattro voci previste dal piano spese e, per ciascuna, inserisci: imponibile, data del documento, fornitore (Ente Fiera o allestitore), numero documento e modalità di pagamento. La somma degli imponibili delle voci ammissibili è la “spesa ammissibile teorica”. Quando conoscerai la percentuale, potrai stimare il contributo applicando l’aliquota alla spesa ammissibile, rispettando eventuali massimali e limiti che saranno indicati nel bando.
La misura si colloca nel regime “de minimis” (Regolamento UE 2023/2831). Nel modulo di domanda è richiamato il tetto complessivo di 300.000,00 euro nell’arco di tre anni. Operativamente, questo significa che devi considerare il triennio mobile e sommare tutti gli aiuti de minimis già concessi all’impresa, anche se relativi a misure diverse e a enti diversi. Il contributo richiesto, sommato agli aiuti già ottenuti, non deve superare la soglia. Se non sai dove recuperare l’informazione, chiedi al commercialista un riepilogo degli aiuti ricevuti e conserva la documentazione in cartella progetto.
Il divieto di cumulo
Nel modulo di domanda è richiamato anche il divieto di cumulo: l’impresa dichiara di non aver richiesto o ricevuto altri contributi pubblici per le medesime spese ammissibili. La regola pratica è semplice: una stessa fattura (o una stessa quota di fattura) non può essere finanziata due volte. Se stai partecipando ad altre misure che finanziano fiere o promozione, separa le spese in modo netto, mantieni contabilità e giustificativi distinti, e verifica che non ci siano sovrapposizioni.
Il modulo richiama inoltre la presenza nel bando di cause di revoca e di obblighi specifici (citati come articoli C.5 e D.1). Anche senza avere i dettagli nelle fonti fornite, è prudente impostare fin da subito un’archiviazione rigorosa: domanda firmata, ricevute di invio, contratti e conferme con l’Ente Fiera, fatture, pagamenti tracciabili, evidenze di autorizzazione dell’allestitore esterno, e prove della partecipazione (ad esempio badge espositore, cataloghi, foto stand). Questa organizzazione riduce il rischio di riduzioni del contributo e facilita eventuali verifiche.
Finché non conosci la percentuale, pianifica l’investimento come se dovessi sostenere integralmente i costi: considera il contributo come un sostegno che riduce l’esborso complessivo, salvo diversa indicazione ufficiale nel bando.
| Elemento economico | Valore | Come usarlo |
|---|---|---|
| Percentuale contributo | Dato non disponibile | Applicare alla spesa ammissibile solo dopo verifica nel bando |
| Contributo massimo per domanda | Dato non disponibile | Verificare massimale e soglie per tipologia di fiera |
| Spesa minima/massima ammissibile | Dato non disponibile | Verificare eventuali soglie per evitare inammissibilità |
| Regime de minimis | Massimo 300.000,00 € in tre anni (triennio mobile) | Calcolare residuo de minimis prima della domanda |
Come fare domanda
La domanda deve essere presentata esclusivamente con il modulo ufficiale e in modalità telematica. La modulistica indica come canale di invio lo sportello Restart di Infocamere. Tutte le sezioni del modulo devono essere compilate a video: non sono accettati moduli stampati, successivamente scansionati e allegati. Per evitare problemi operativi, prepara prima dell’accesso al portale i dati anagrafici (REA, ATECO 2025, sede legale e operativa, PEC), i dati del referente e la descrizione sintetica dell’impresa, così da non interrompere la compilazione per recuperare informazioni.
È richiesta la firma digitale del titolare o legale rappresentante in modalità CAdES, con estensione .p7m. In pratica, dopo la compilazione, devi firmare digitalmente il file generando il documento .p7m. Verifica in anticipo che il dispositivo di firma funzioni e che il software di firma sia aggiornato; fai una prova su un documento non rilevante così da non scoprire problemi il giorno dell’invio.
Nel modulo di domanda è previsto l’inserimento del numero identificativo (seriale) della marca da bollo. Tieni la marca da bollo disponibile e conserva l’evidenza dell’assolvimento, perché l’impresa dichiara che la marca non è stata e non sarà utilizzata per altri adempimenti. Se la pratica viene gestita da un intermediario, definisci chiaramente chi acquista, conserva e rendiconta la marca da bollo, e inserisci il seriale correttamente nel modulo.
Se non invii direttamente la pratica, la modulistica prevede una delega (procura speciale) per la sottoscrizione digitale e la presentazione telematica. La delega consente anche l’elezione di domicilio speciale per le comunicazioni presso la PEC dell’intermediario; se non vuoi domiciliare la pratica, la modulistica prevede un’opzione dedicata. Scegli in modo consapevole, perché la gestione delle comunicazioni (richieste di integrazione, esiti, avvisi) dipende da questo aspetto.
Compilazione della domanda e piano spese
Durante la compilazione, presta attenzione alle dichiarazioni rese ai sensi del DPR 445/2000: responsabilità penali in caso di dichiarazioni mendaci. Le dichiarazioni includono regolarità contributiva (DURC o dichiarazione alternativa), rispetto del regime de minimis e divieto di cumulo, assenza di procedure concorsuali, assenza di forniture in essere con Unioncamere Piemonte, e dichiarazione sugli obblighi di assicurazione da danni catastrofali. Per ciascun punto, conserva un documento o un’evidenza interna che ti permetta di dimostrare quanto dichiarato.
Per il piano spese, inserisci importi coerenti con preventivi o fatture e assicurati che le voci rientrino nelle quattro categorie previste. Se l’allestimento è gestito da soggetto esterno, assicurati che l’Ente Fiera autorizzi l’allestitore e conserva l’evidenza dell’autorizzazione: è un elemento chiave perché la spesa di allestimento esterno è qualificata come ammissibile solo se l’allestitore è autorizzato.
Dopo l’invio, salva la ricevuta telematica e crea una cartella di progetto con: domanda firmata, delega (se presente), dichiarazione INPS/INAIL se pertinente, questionario progetto se richiesto, e tutta la documentazione della fiera. Questo ti permette di gestire eventuali integrazioni e, se previste dal bando, le fasi successive di controllo o di erogazione.
| Step | Cosa fai | Errore da evitare |
|---|---|---|
| 1 | Raccogli dati impresa (CF/P.IVA, REA, ATECO 2025, sede legale e operativa, PEC) | Dati camerali non aggiornati o sede operativa non attiva |
| 2 | Seleziona la fiera 2026 e identifica la tipologia (nazionale/internazionale) | Evento non coerente con le regole del bando |
| 3 | Prepara il piano spese al netto IVA nelle 4 voci previste | Inserire spese non previste o importi comprensivi di IVA |
| 4 | Compila il modulo a video e inserisci il seriale della marca da bollo | Moduli stampati e scansionati; seriale errato o non tracciabile |
| 5 | Firma digitalmente in CAdES (.p7m) e invia sul portale telematico | Firma in formato diverso o file non .p7m |
| 6 | Salva ricevute e archivia tutta la pratica in una cartella progetto | Perdere ricevute o non ricostruire le spese in caso di controlli |
| Documento/Allegato | Quando serve | Formato/Note |
|---|---|---|
| Modulo di domanda | Obbligatorio per la presentazione | Compilazione a video; firma digitale CAdES (.p7m) |
| Delega (procura speciale) | Se presenti la domanda tramite intermediario | Compilazione a video; firma digitale CAdES (.p7m); opzione domicilio PEC |
| Dichiarazione INPS/INAIL “nessuna posizione” | Solo per soggetti non obbligati o senza posizione | Compilazione a video; firma digitale CAdES (.p7m) |
| Questionario informativo progetto fiera | Se richiesto dalla procedura o dal bando | Compilare con obiettivi e ricadute; coerenza con domanda |
| Documenti fiera (contratti, fatture, pagamenti) | Per coerenza del piano spese e controlli | Conservare imponibili, autorizzazioni allestitore, pagamenti tracciabili |
Scadenze e stato
Nelle fonti fornite non sono indicati: data di apertura del bando, data di chiusura, eventuali finestre temporali, criteri di chiusura per esaurimento fondi, né le scadenze per eventuale rendicontazione o richiesta di erogazione. Per questo, il primo passo operativo è recuperare le date ufficiali dalla pagina del bando e dal testo integrale, e inserire subito promemoria nel calendario aziendale (con un anticipo interno di sicurezza).
In attesa delle date, puoi organizzare una linea temporale “a blocchi” che riduce il rischio di arrivare impreparato. Blocco 1: anagrafica e strumenti, cioè visura camerale aggiornata, qualifica artigiana, PEC funzionante, firma digitale pronta e marca da bollo disponibile. Blocco 2: evento, cioè scelta della fiera 2026, verifica della tipologia, conferma di partecipazione con l’Ente Fiera e, se previsto, autorizzazione per l’allestitore esterno. Blocco 3: economico, cioè preventivi e fatture, pagamenti tracciabili e piano spese al netto IVA, già pronto per essere inserito in domanda.
La strategia corretta dipende dalla modalità di selezione, ma nelle fonti fornite non è specificata. Se la misura funziona “a sportello” (ordine cronologico fino a esaurimento), la priorità è la prontezza: prepara tutto prima e programma l’invio immediatamente all’apertura. Se invece c’è una graduatoria con scadenza fissa, la priorità è la completezza e la qualità documentale: una domanda incompleta o firmata in modo errato rischia l’esclusione. Nel dubbio, adotta entrambe le precauzioni: pratica completa in anticipo e invio tempestivo quando possibile.
Gestione delle comunicazioni e delle integrazioni
Un punto spesso critico è la gestione delle comunicazioni e delle integrazioni. Se deleghi un intermediario e scegli il domicilio presso la sua PEC, stabilisci chi controlla la casella e in quali tempi vengono gestite eventuali richieste. Prevedi anche una procedura interna per produrre rapidamente documenti integrativi (ad esempio chiarimenti sul piano spese o sull’autorizzazione dell’allestitore).
Anche senza una rendicontazione esplicitata nelle fonti fornite, è prudente conservare in modo ordinato tutta la documentazione per un periodo adeguato: domanda, ricevute, contratti, fatture e pagamenti, perché il modulo richiama cause di revoca e obblighi previsti nel bando. Imposta una tabella di controllo interna con: requisito, evidenza, data verifica e responsabile. Questa semplice organizzazione riduce i tempi di gestione e abbassa il rischio di perdere il contributo per un errore formale.
| Fase | Data | Nota |
|---|---|---|
| Apertura presentazione domande | Non indicata nella fonte fornita | Verificare sul bando e impostare promemoria |
| Chiusura presentazione domande | Non indicata nella fonte fornita | Verificare eventuale chiusura per scadenza o esaurimento fondi |
| Periodo di svolgimento eventi | Anno 2026 | Verificare che le date della fiera rientrino nel periodo ammesso |
| Eventuale rendicontazione/erogazione | Non indicata nella fonte fornita | Verificare nel bando gli adempimenti post-evento |
FAQ
Chi può richiedere il contributo?
Possono richiederlo le imprese con sede operativa attiva in Piemonte iscritte al Registro Imprese e con qualifica di impresa artigiana annotata. Altri requisiti e limitazioni vanno verificati nel testo del bando.
Quali spese sono sicuramente ammesse?
La modulistica richiama spese di iscrizione/acconto, spazio espositivo e allestimento; se l’allestimento è esterno deve essere autorizzato dall’Ente Fiera e documentato.
IVA e imposte sono finanziabili?
Nel piano spese gli importi devono essere indicati al netto di IVA, imposte e tasse. In pratica, in domanda inserisci l’imponibile.
Serve la firma digitale?
Sì: la domanda e gli allegati devono essere firmati digitalmente in modalità CAdES con estensione .p7m, come indicato nella modulistica.
Posso delegare un intermediario?
Sì: è prevista una procura speciale per la sottoscrizione digitale e l’invio telematico. Puoi anche eleggere domicilio presso la PEC dell’intermediario per la gestione delle comunicazioni.
È cumulabile con altri contributi?
Non sulle stesse spese: l’impresa dichiara di non aver richiesto o ricevuto altri contributi pubblici per le medesime spese ammissibili e deve rispettare il divieto di cumulo.
Che cosa significa “de minimis” in questo bando?
L’aiuto rientra nel regime “de minimis”: la somma degli aiuti ricevuti nel triennio mobile non deve superare 300.000,00 €. Verifica il residuo prima di presentare domanda.
Devo essere in regola con INPS/INAIL e DURC?
Sì, è dichiarata la regolarità contributiva. Se non hai posizione INPS/INAIL o non sei soggetto, la modulistica prevede una dichiarazione sostitutiva specifica.
Quando scade il bando?
Le scadenze non sono indicate nelle fonti fornite. Devi verificarle sul bando ufficiale e, se previsto, considerare eventuale chiusura per esaurimento fondi.
Fonti ufficiali e normativa
- Pagina ufficiale bandi contributi (portale pie.camcom.it)
- Calendario manifestazioni fieristiche (Conferenza Regioni e Province autonome)
- Sportello Restart di Infocamere (presentazione telematica)
- Regolamento (UE) 2023/2831 “de minimis”
- DPR 28/12/2000 n. 445 (dichiarazioni sostitutive)
- D.Lgs. 231/2001 (responsabilità amministrativa enti)
- D.L. 95/2012, art. 4, comma 6
- Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR)
Ente: Regione Piemonte (finanziamento) e Unioncamere Piemonte / sistema camerale piemontese (gestione operativa richiamata in modulistica)
Incentivi correlati
- Voucher per internazionalizzazione e fiere delle Camere di commercio (quando disponibili)
- Contributi regionali per marketing, promozione e digital export
- Bandi per partecipazione a eventi e manifestazioni di settore (Regione/enti locali)
- Finanziamenti agevolati e garanzie per capitale





