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Home Banche Italiane

Iper ammortamento 2026: requisiti, beni ammessi e percentuali

Dal 01/01/2026 le imprese possono maggiorare il costo dei beni strumentali nuovi ai fini di ammortamento/leasing: 180% fino a 2.500.000 €, 100% fino a 10.000.000 €, 50% fino a 20.000.000 €, per investimenti 01/01/2026–30/09/2028 in beni prodotti UE/SEE; accesso con comunicazioni/certificazioni via piattaforma GSE

Gennaio 9, 2026
in Banche Italiane
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Il nuovo iper ammortamento 2026, una misura fiscale approvata nella legge di bilancio 2026, volta a sostenere la trasformazione tecnologica e green delle imprese italiane. L’agevolazione consiste in una maggiorazione del costo fiscale dei beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, favorendo la deduzione di quote di ammortamento e canoni di leasing più elevati.

Per accedere all’incentivo, gli investimenti devono riguardare tecnologie Industria 4.0 interconnesse o sistemi per l’autoproduzione di energia rinnovabile realizzati dal 01/01/2026 al 30/09/2028. L’entità del beneficio è suddivisa in tre scaglioni decrescenti in base all’importo investito, con una soglia massima agevolabile fissata a 20 milioni di euro.

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L’Iper ammortamento 2026 non è un contributo in cash e non è un credito d’imposta, ma una deduzione più alta nel tempo perché aumenta il “costo fiscale” su cui calcoli ammortamento/leasing. La maggiorazione è per scaglioni: 180% fino a 2.500.000 €, 100% oltre 2.500.000 € e fino a 10.000.000 €, 50% oltre 10.000.000 € e fino a 20.000.000 €. È cumulabile con altre agevolazioni solo se non finanzi le stesse quote di costo e non superi il costo sostenuto (la base va considerata al netto di eventuali contributi sugli stessi costi). Inoltre, per gli acconti del periodo d’imposta in corso al 31/12/2026, la legge prevede che si calcolino senza considerare questa maggiorazione.

Indice Guida

  • Come si ottiene e quali vincoli?
    • In sintesi
  • A chi spetta
  • Beni materiali e immateriali ammessi e non ammessi
    • Come distinguere “ammesso” vs “non ammesso”
    • Beni immateriali (Allegato V): software, sistemi, piattaforme, applicazioni
    • Beni materiali (Allegato IV): beni strumentali e requisiti tecnici
    • Beni materiali (Allegato IV): qualità, sostenibilità, ergonomia e dati
  • I vincoli dell’Iper ammortamento 2026
  • Cosa finanzia
    • Nota bene
  • Quanto vale
    • Scaglioni di investimento
  • Iper ammortamento 2026 e cumulabilità
  • Come fare domanda
  • Cosa controllare prima di presentare la domanda?
  • Scadenze e stato
  • Acconti 2026
  • FAQ
    • 1) Chi può usare l’iper ammortamento 2026?
    • 2) Quali beni rientrano?
    • 3) Perché conta che il bene sia prodotto in UE/SEE?
    • 4) Cos’è l’interconnessione richiesta per Allegati IV e V?
    • 5) Come si accede al beneficio?
    • 6) Si può cumulare con altri incentivi?
    • 7) Cosa succede se vendo il bene o lo sposto all’estero durante la fruizione?
    • 8) Gli acconti 2026 possono tenere conto dell’agevolazione?
    • 9) Qual è la scadenza per effettuare gli investimenti?
    • 10) Dove trovo l’elenco dei beni Allegato IV e V?
  • Fonti ufficiali e normativa
  • Incentivi correlati

Come si ottiene e quali vincoli?


Per usufruire dell’iper ammortamento, l’impresa deve inviare comunicazioni e certificazioni tramite la piattaforma del GSE utilizzando i modelli standard; scadenze e calendario operativo della procedura sono da definire con un decreto attuativo del MIMIT di concerto con MEF (previsto entro 30 giorni dall’entrata in vigore).

Sono escluse le imprese in determinate procedure concorsuali e quelle con sanzioni interdittive (d.lgs. 231/2001); in più servono sicurezza sul lavoro e regolarità contributiva.

Se durante la fruizione il bene viene ceduto o destinato all’estero, le quote residue restano fruibili solo se nello stesso periodo d’imposta lo sostituisci con un bene nuovo con caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori (se costa meno, il beneficio prosegue solo fino al costo del sostitutivo).

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In sintesi

sintesi iper ammortamento 2026

Voce Sintesi
Apertura 01/01/2026
Beneficiari Soggetti titolari di reddito d’impresa
Periodo investimenti 01/01/2026–30/09/2028
Beni agevolabili Beni strumentali nuovi: Allegati IV (materiali) e V (immateriali) interconnessi; beni per autoproduzione energia da rinnovabili per autoconsumo (anche a distanza) + stoccaggio; per il solare valgono limiti specifici
Vincoli principali Destinazione a strutture produttive in Italia; beni prodotti in UE/SEE; regolarità sicurezza lavoro e contributi; esclusioni per procedure concorsuali e sanzioni interdittive (d.lgs. 231/2001)
Quanto vale Maggiorazione del costo ai fini ammortamento/leasing: 180% fino a 2.500.000 €, 100% fino a 10.000.000 €, 50% fino a 20.000.000 € (oltre 20.000.000 €: dato non indicato nei commi)
Come si accede Comunicazioni e certificazioni telematiche su piattaforma GSE con modelli standard (dettagli e scadenze da decreto attuativo MIMIT+MEF)
Cumulabilità Possibile con altre agevolazioni se non copre le stesse quote di costo e non supera il costo sostenuto; base al netto di altri contributi sugli stessi costi
Nota acconti 2026 Acconto del periodo d’imposta in corso al 31/12/2026 determinato senza considerare la maggiorazione
Riferimento Legge 30/12/2025 n. 199, art. 1, commi 427–436 (GU 30/12/2025)

A chi spetta

Il beneficio dell’iper ammortamento 2026 (tecnicamente: maggiorazione del costo rilevante ai fini dell’ammortamento e del leasing) spetta ai soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate sul territorio Italiano. La norma collega la maggiorazione, in modo esplicito, alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria deducibili, quindi opera come maggiore deduzione nel tempo, in base al piano di ammortamento o alla durata del leasing.

Per rientrare nell’agevolazione occorre rispettare requisiti oggettivi e soggettivi.

Sul piano oggettivo, gli investimenti devono rientrare nelle categorie del comma 429: beni materiali e immateriali nuovi inseriti negli Allegati IV e V annessi alla legge (con requisito di interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura) oppure beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo anche a distanza, inclusi gli impianti di stoccaggio dell’energia prodotta, con limitazioni specifiche per il solare.

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Beni materiali e immateriali ammessi e non ammessi

iperammortamento 2026 Beni materiali ammessi

Beni ammissibili: rientrano solo investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive in Italia e, per il perimetro indicato dalla legge, prodotti in UE/SEE. In pratica l’agevolazione copre (1) i beni “4.0” degli Allegati IV e V, ma solo se interconnessi ai sistemi aziendali, e (2) alcuni beni materiali per autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo (anche a distanza), compresi sistemi di stoccaggio; per il fotovoltaico sono ammessi esclusivamente gli impianti con moduli rientranti nelle specifiche tipologie richiamate dalla norma.

Beni ammissibili: rientrano solo investimenti in beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive in Italia e, per il perimetro indicato dalla legge, prodotti in UE/SEE. In pratica, l’agevolazione riguarda (1) i beni “4.0” degli Allegati IV e V, ma solo se interconnessi ai sistemi aziendali (non “isolati”), e (2) alcuni beni materiali per autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo (anche a distanza), compresi i sistemi di stoccaggio; per il fotovoltaico sono ammessi esclusivamente gli impianti con moduli rientranti nelle specifiche tipologie richiamate dalla norma.

Come distinguere “ammesso” vs “non ammesso”

  • Ammesso se il bene è nel perimetro Allegato IV (materiale) o Allegato V (immateriale) e rispetta i requisiti tecnici (in particolare interconnessione e integrazione nei processi operativi).
  • Non ammesso se manca anche solo uno dei pilastri: bene non nuovo, non interconnesso, non destinato ai processi operativi della struttura produttiva in Italia, oppure fuori dal perimetro degli Allegati.
  • Attenzione: per alcune categorie (es. infrastrutture dati) sono previste esclusioni espresse per beni “da ufficio” o produttività individuale.

Beni immateriali (Allegato V): software, sistemi, piattaforme, applicazioni

Come interpretare la tabella: sono “ammessi” quando il software non è generico da ufficio, ma è funzionale ai processi operativi (progettazione, produzione, qualità, manutenzione, logistica, energia, sicurezza, dati) e lavora in modo integrato con macchine e sistemi aziendali (in particolare grazie all’interconnessione e allo scambio dati).

Voce Beni immateriali (descrizione sintetica)
a) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni per progettazione e sviluppo prodotto: modellazione 3D, simulazione, sperimentazione, prototipazione, verifica simultanea di processo/prodotto e/o archiviazione digitale integrata del ciclo di vita (es. EDM, PDM, PLM, Big Data Analytics).
b) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni per progettazione e ri-progettazione dei sistemi produttivi considerando flussi di materiali e informazioni.
c) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni di supporto alle decisioni: acquisizione e interpretazione dati/immagini (on premise, cloud, edge), da fonti eterogenee, con visualizzazione di azioni agli operatori per qualità ed efficienza.
d) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni per gestione e coordinamento produzione con integrazione di servizi (logistica di fabbrica, manutenzione): es. comunicazione intrafabbrica, fieldbus, SCADA, MES, CMMS, soluzioni IoT/cloud.
e) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni per monitoraggio e controllo condizioni di lavoro di macchine e sistemi di produzione, interfacciati con sistemi informativi di fabbrica e/o soluzioni cloud.
f) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni di realtà estesa (AR/VR/MR/XR) per studio realistico di componenti e operazioni (es. assemblaggio), in contesti immersivi o visuali.
g) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni di reverse modeling and engineering per ricostruzione virtuale di contesti reali.
h) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni per comunicare e condividere dati (Industrial Internet of Things) tramite sensori intelligenti interconnessi, incluse soluzioni di Edge Computing per elaborazione locale e riduzione latenza.
i) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni per dispatching delle attività e instradamento dei prodotti nei sistemi produttivi.
l) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni per gestione della qualità a livello di sistema produttivo e relativi processi.
m) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni per accesso a risorse virtualizzate, condivise e configurabili a supporto di processi produttivi/gestione produzione e/o supply chain (cloud computing).
n) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni di industrial analytics per trattamento/elaborazione big data da sensoristica IoT industriale (Data Analytics & Visualization, Simulation, Forecasting).
o) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni di artificial intelligence & machine learning per attività “intelligenti” a garanzia qualità processo produttivo e funzionamento affidabile di macchinario/impianto.
p) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni per produzione automatizzata e intelligente ad alta capacità cognitiva, interazione, adattamento, autoapprendimento e riconfigurabilità (cybersystem).
q) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni per uso lungo linee produttive di robot/robot collaborativi/macchine intelligenti per sicurezza e salute lavoratori, qualità prodotti e manutenzione predittiva.
r) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni per gestione della realtà estesa tramite device, wearable e sensori.
s) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni per dispositivi e nuove interfacce uomo-macchina (acquisizione/veicolazione/elaborazione info vocali, visuali, tattili).
t) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni per intelligenza degli impianti e gestione intelligente energia (ottimizzazione consumi, integrazione produzione/accumulo, bilanciamento carichi, energy dashboarding, monitoraggio qualità energia, gestione reti intelligenti e controllo flussi energetici).
u) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni per cybersecurity: protezione reti/dati/programmi/macchine/impianti, monitoraggio continuo, rilevamento anomalie (observability), risposta automatizzata (detection and response) e gestione ciclo di vita dei dispositivi connessi.
v) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni di virtual industrialization e Digital Twin per simulare virtualmente il nuovo ambiente e ridurre test e fermi macchina dopo le verifiche.
z) Sistemi di gestione della supply chain (anche per drop-shipping e-commerce).
aa) Software e servizi digitali per fruizioni immersive, interattive o partecipative, ricostruzioni 3D, realtà estesa.
bb) Software/piattaforme/applicazioni per gestione e coordinamento logistica con elevata integrazione dei servizi (logistica di fabbrica, movimentazione, spedizione, catena di fornitura).
cc) Sistemi EMS per gestione energetica di sito, microgrid e integrazione FER/accumuli (efficienza, peak-shaving, demand-response).
dd) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni/algoritmi/modelli digitali di intelligenza artificiale avanzata.
dd.1 IA generativa (incl. Large Language Models) per generazione automatizzata di contenuti, documentazione tecnica, codice e supporto ai processi decisionali.
dd.2 IA autonoma (Agentic AI) per eseguire task complessi, orchestrare flussi di lavoro e operare con capacità decisionale automatizzata nei processi operativi.
dd.3 Piattaforme MLOps per gestione ciclo di vita modelli IA (versionamento, monitoraggio prestazioni, aggiornamento continuo, deployment).
dd.4 Software/algoritmi IA per manutenzione predittiva (anticipare guasti, ottimizzare interventi, prevedere ciclo di vita componenti).
dd.5 Software/piattaforme di Process Mining per analisi, mappatura e ottimizzazione dei processi aziendali a partire dai dati di sistema.
ee) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni per sostenibilità e transizione ecologica.
ee.1 Calcolo/monitoraggio/ottimizzazione impronta carbonica (Carbon Footprint), LCA e gestione prestazioni ESG.
ee.2 Piattaforme per Passaporto Digitale del Prodotto (Digital Product Passport) per tracciabilità, circolarità e conformità di filiera, integrate con PLM/ERP/MES.
ee.3 Software/piattaforme per gestione rifiuti, economia circolare e ottimizzazione del fine vita (End of Line).
ff) Software/sistemi/piattaforme/applicazioni per interoperabilità e gestione dei dati.
ff.1 Data spaces conformi a standard europei (es. IDS-RAM) per scambio sicuro e “sovrano” di informazioni tra partner di filiera.
ff.2 Software/sistemi/piattaforme per convergenza e integrazione IT (Information Technology) e OT (Operational Technology).
gg) Piattaforme low-code/no-code per sviluppo rapido di applicazioni industriali, dashboard operative e automazioni di processo.

Beni materiali (Allegato IV): beni strumentali e requisiti tecnici

Come interpretare la tabella: una macchina è “ammessa” non solo perché è in elenco, ma perché dimostra di essere un nodo della fabbrica connessa: deve poter scambiare dati (interconnessione), integrarsi nel ciclo produttivo/logistico e garantire requisiti di HMI e sicurezza. Se manca l’interconnessione o l’integrazione, il bene rischia di essere considerato “tradizionale” e quindi non coerente con il paradigma 4.0.

Voce Beni strumentali (sintesi)
I.a Macchine utensili per asportazione
I.b Macchine utensili con laser e altri processi a flusso di energia (plasma, waterjet, fascio di elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici
I.c Macchine e impianti per realizzare prodotti trasformando materiali e materie prime
I.d Macchine utensili per deformazione plastica di metalli e altri materiali
I.e Macchine utensili per assemblaggio, giunzione e saldatura
I.f Macchine per confezionamento e imballaggio
I.g Macchine/sistemi di de-produzione e riconfezionamento per recupero da scarti e prodotti a fine vita (disassemblaggio, separazione, frantumazione, recupero chimico)
I.h Robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot
I.i Macchine/sistemi per conferimento/modifica caratteristiche superficiali o funzionalizzazione superfici
I.l Macchine per manifattura additiva utilizzate in ambito industriale
I.m Macchine/dispositivi per carico-scarico, movimentazione, pesatura, cernita automatica; sollevamento e manipolazione automatizzati; AGV; convogliamento/movimentazione flessibili e/o con riconoscimento pezzi (es. RFID, visori, sistemi di visione/meccatronici)
I.n Impianti tecnologici per condizioni ambientali/operative dei processi produttivi (HVAC, ventilazione, umidificazione/deumidificazione)
I.o Magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica
Requisiti obbligatori Controllo CNC e/o PLC; interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento remoto istruzioni/part program; integrazione automatizzata con logistica di fabbrica o rete di fornitura e/o altre macchine; interfacce uomo-macchina semplici e intuitive; conformità ai parametri più recenti di sicurezza, salute e igiene del lavoro.
Requisiti aggiuntivi Almeno 2 tra: telemanutenzione/telediagnosi/controllo remoto; monitoraggio continuo con sensori e adattività alle derive di processo; integrazione con modellizzazione/simulazione del comportamento (sistema cyberfisico, digital twin).
Componentistica “4.0” Dispositivi/strumentazione/componentistica intelligente per integrazione, sensoristica, interconnessione e controllo automatico dei processi (anche per revamping), inclusa meccatronica ad alta efficienza con recupero energetico (azionamenti rigenerativi, attuatori intelligenti, inverter interconnessi).

 


Beni materiali (Allegato IV): qualità, sostenibilità, ergonomia e dati

Come interpretare la tabella: qui rientrano i sistemi che rendono misurabili, tracciabili e governabili qualità, sostenibilità, sicurezza ed efficienza (Gruppi II e III) e le infrastrutture dati (Gruppo IV) quando sono industrializzate e collegate ai processi operativi. Il punto decisivo è la destinazione funzionale: infrastrutture e sicurezza sono ammesse se servono a far funzionare o connettere i sistemi 4.0; sono invece escluse le dotazioni tipiche da ufficio o di produttività individuale.

Voce Qualità, sostenibilità, ergonomia, dati (sintesi)
II.a Sistemi di misura (a contatto/non a contatto/multi-sensore/tomografia 3D) per verifica requisiti micro e macro geometrici, tracciamento qualità e qualificazione processi, connessi al sistema informativo di fabbrica
II.b Sistemi di monitoraggio in-process per assicurare e tracciare qualità prodotto/processo e qualificare processi in modo documentabile e connesso
II.c Sistemi di ispezione/caratterizzazione materiali (prove materiali, collaudi, NDT, tomografia) con report di collaudo nel sistema informativo aziendale
II.d Dispositivi intelligenti per test polveri metalliche e monitoraggio continuo per processi additivi
II.e Sistemi intelligenti e connessi di marcatura e tracciabilità lotti/prodotti (es. RFID)
II.f Sistemi di monitoraggio e controllo condizioni di lavoro macchine e sistemi di produzione (forze, coppia, potenza, usura utensili, stato componenti), interfacciati con sistemi informativi e/o cloud
II.g Strumenti/dispositivi per etichettatura, identificazione o marcatura automatica collegati a codice e matricola per monitorare prestazioni nel tempo e abilitare richiami
II.h Componenti/sistemi/soluzioni intelligenti per gestione energia (anche produzione asservita al processo produttivo), efficienza, monitoraggio consumi energetici e idrici, riduzione emissioni
II.i Filtri e sistemi di trattamento e recupero (acqua, aria, olio, chimici, polveri) con segnalazione efficienza/anomalie e integrazione con sistema di fabbrica (anche stop attività)
II.l Sistemi basati su immagini/diagnostica (anche con algoritmi IA) per identificare automaticamente non conformità di prodotto/processo
III.a Banchi/postazioni con soluzioni ergonomiche auto-adattive alle caratteristiche fisiche degli operatori
III.b Sistemi intelligenti/robotizzati/interattivi per sollevamento/traslazione carichi pesanti o ad alte temperature (incl. esoscheletri e ausili ergonomici)
III.c Dispositivi wearable, comunicazione operatore-sistema, dispositivi di realtà estesa (AR/VR/MR/XR)
III.d Interfacce uomo-macchina (HMI) intelligenti per sicurezza ed efficienza (lavorazione, manutenzione, logistica)
III.e Sistemi intelligenti per interazione con il cliente (totem interattivi, camerini digitali, self-checkout, vetrine interconnesse) integrati con gestionali
IV.1 Infrastrutture di calcolo per IA e simulazione: HPC/cluster, server GPU, acceleratori; edge computing industriale; sistemi per addestramento/uso modelli IA; storage enterprise per big data industriali/datalake/dataset
IV.2 Infrastrutture di connettività industriale: reti 5G private, Wi-Fi enterprise/industriale, sincronizzazione PTP/TSN, rete industriale per convergenza IT-OT, piattaforme/infrastrutture MEC
IV.3 Infrastrutture di sicurezza informatica OT/IT: firewall industriali, IDS/IPS OT, segmentazione IEC 62443; protezione endpoint OT; backup/disaster recovery/continuità operativa
Condizione gruppo IV Devono essere interconnessi ai sistemi informativi aziendali e funzionalmente destinati all’esecuzione di software (Allegato V) e/o al supporto operativo dei beni dei gruppi I–III e/o all’interconnessione e comunicazione tra beni Allegato IV e Allegato V.
Esclusioni espresse Personal computer, notebook, tablet e dispositivi di produttività individuale; stampanti, scanner e periferiche per ufficio; apparati di rete domestici o per piccoli uffici (SOHO); sistemi di archiviazione per uso personale o di gruppo non integrati; beni destinati ad attività amministrative, contabili o di office automation non direttamente connesse ai processi operativi.

Fonti ufficiali e normativa

  • Gazzetta Ufficiale – Legge 30/12/2025, n. 199 (25G00212)
  • Allegato IV – Beni materiali funzionali alla trasformazione 4.0
  • Allegato V – Beni immateriali funzionali alla trasformazione 4.0

I vincoli dell’Iper ammortamento 2026

vincoli Iper ammortamento 2026

Un vincolo particolarmente rilevante ai fini dell’Iper ammortamento è quello relativo alla produzione del bene: la maggiorazione si applica agli investimenti di cui al comma 429 in beni prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo (UE/SEE). Questo elemento può incidere direttamente sulla scelta del fornitore e sulla documentazione che l’impresa dovrà essere in grado di esibire in caso di controlli (il dettaglio documentale è demandato alle regole attuative).

La legge elenca inoltre casi di esclusione e condizioni di ammissibilità “di sistema”. Non spetta alle imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o sottoposte ad altra procedura concorsuale (o con procedimento in corso per la dichiarazione di tali situazioni). Sono escluse anche le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del d.lgs. 231/2001. Per le imprese ammesse, la spettanza resta comunque subordinata al rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi contributivi previdenziali e assistenziali verso i lavoratori.

Requisito Cosa prevede Note operative
Soggetto Titolare di reddito d’impresa Professionisti e lavoratori autonomi non in reddito d’impresa: non indicati come beneficiari.
Territorio Beni destinati a strutture produttive in Italia Se il bene è destinato all’estero durante la fruizione: regole di “sostituzione” (comma 432).
Beni agevolabili Beni nuovi (comma 429) + interconnessione per Allegati IV–V Dettaglio beni: Allegati IV e V annessi alla legge.
Produzione UE/SEE Beni “prodotti” in UE o SEE Modalità di prova/documenti: non indicati nella fonte (decreto attuativo).
Esclusioni Procedure concorsuali e sanzioni interdittive (d.lgs. 231/2001) Verifica preventiva dello status dell’impresa.
Condizioni di regolarità Sicurezza lavoro + obblighi contributivi Documenti e controlli: non indicati nella fonte (decreto/convenzione).

Cosa finanzia

La maggiorazione dell’ammortamento riguarda investimenti in beni strumentali nuovi riconducibili a due grandi famiglie indicate dalla legge. La prima (comma 429, lettera a) è quella dei beni materiali e immateriali compresi, rispettivamente, negli elenchi degli Allegati IV e V annessi alla Legge di Bilancio 2026. Per questa categoria il requisito operativo centrale è l’interconnessione: i beni devono essere interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. In pratica, l’agevolazione è pensata per investimenti “abilitanti” la trasformazione tecnologica e digitale e richiede che il bene sia integrato nei flussi e nei sistemi aziendali, non semplicemente acquistato e utilizzato in modo isolato.

La seconda famiglia (comma 429, lettera b) riguarda beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo anche a distanza, inclusi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta. Per il solare è prevista una limitazione: con riferimento all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonte solare, sono considerati agevolabili esclusivamente gli impianti con moduli fotovoltaici richiamati dall’articolo 12, comma 1, lettere b) e c), del decreto-legge 09/12/2023, n. 181, convertito dalla legge 02/02/2024, n. 11.

Oltre alla tipologia di bene, la legge introduce vincoli trasversali che incidono su “cosa” rientra davvero nell’agevolazione. Il primo è il vincolo di destinazione: i beni devono essere destinati a strutture produttive ubicate nel territorio italiano. Il secondo è il vincolo di produzione: la maggiorazione si applica agli investimenti di cui al comma 429 in beni prodotti in UE/SEE. Questi vincoli sono importanti perché non riguardano solo il bene in sé, ma anche la sua origine e l’uso effettivo in Italia.

Nota bene

ll perimetro è descritto come investimento nel bene e come costo di acquisizione rilevante per ammortamento/leasing. Per questo motivo, quando l’impresa imposta il progetto di investimento, conviene distinguere tra: (1) costi direttamente riconducibili al bene strumentale e alla sua acquisizione e (2) costi “di contesto” che potrebbero non incidere sulla base di maggiorazione (dato non indicato nella fonte). La disciplina operativa di comunicazioni, certificazioni e documentazione “atta a dimostrare la spettanza del beneficio” è demandata a decreto attuativo.

Categoria Ammesso Non ammesso / fuori perimetro
Beni materiali Beni materiali strumentali nuovi in Allegato IV, interconnessi Beni non inclusi in Allegato IV; beni non interconnessi; beni non nuovi
Beni immateriali Beni immateriali strumentali nuovi in Allegato V, interconnessi Beni non inclusi in Allegato V; beni non interconnessi; beni non nuovi
Energia rinnovabile Beni materiali nuovi per autoproduzione rinnovabili e autoconsumo (anche a distanza), inclusi stoccaggio Solare fuori dai moduli richiamati (art. 12, c.1, lett. b) e c) del DL 181/2023); beni non strumentali all’impresa
Vincolo territoriale Destinazione a strutture produttive in Italia Destinazione a strutture produttive all’estero (salvo regole di sostituzione durante la fruizione)
Origine bene Beni prodotti in UE/SEE Beni non prodotti in UE/SEE (fuori dal perimetro di maggiorazione)

Quanto vale

Il “valore” dell’iper ammortamento 2026 è una maggiorazione del costo di acquisizione del bene, rilevante esclusivamente per determinare le quote di ammortamento e i canoni di locazione finanziaria deducibili ai fini delle imposte sui redditi.

In sostanza, la norma consente di dedurre fiscalmente, nel tempo, una base più alta rispetto al costo sostenuto, con un beneficio che dipende dalla tempistica di ammortamento/leasing e dall’imposizione applicabile al soggetto (aspetto fiscale di dettaglio non disciplinato nei commi 427–436).

Scaglioni di investimento

La maggiorazione è articolata per scaglioni di investimento (comma 427) e si applica agli investimenti agevolabili (comma 429) in beni prodotti in UE/SEE, effettuati dal 01/01/2026 al 30/09/2028:

  • 180% per investimenti fino a 2.500.000 €;
  • 100% per investimenti oltre 2.500.000 € e fino a 10.000.000 €;
  • 50% per investimenti oltre 10.000.000 € e fino a 20.000.000 €.

Operativamente, la lettura “per quote” implica che, se l’impresa effettua investimenti che superano una soglia, le percentuali si applicano alle diverse porzioni di investimento ricadenti nei rispettivi scaglioni. La norma, così come formulata, prevede la maggiorazione fino alla soglia di 20.000.000 €; per la quota eccedente tale importo non è indicata un’ulteriore percentuale di maggiorazione nei commi 427–436.

Esempio aritmetico (solo per chiarire la percentuale): investimento agevolabile di 100.000 € (entro 2.500.000 €) ⇒ maggiorazione 180% ⇒ maggior costo fiscalmente rilevante aggiuntivo pari a 180.000 €, da ripartire nelle quote di ammortamento o nei canoni di leasing secondo la disciplina fiscale applicabile.

Iper ammortamento 2026 e cumulabilità

La legge disciplina anche la cumulabilità (comma 431): il beneficio è cumulabile con ulteriori agevolazioni nazionali ed europee che riguardano gli stessi costi, a condizione che il sostegno non copra le medesime quote di costo dei singoli investimenti e non porti al superamento del costo sostenuto.

La base di calcolo della maggiorazione è assunta al netto di sovvenzioni o contributi ricevuti per i medesimi costi ammissibili. È inoltre prevista un’esclusione specifica: la maggiorazione del costo non si applica agli investimenti che beneficiano delle disposizioni richiamate (art. 1, comma 446, della legge 30/12/2024, n. 207).

Fascia investimento Maggiorazione del costo Cosa significa in pratica
Fino a 2.500.000 € 180% Aumenta la base deducibile (ammortamento/leasing) del 180% per la quota in fascia.
Oltre 2.500.000 € e fino a 10.000.000 € 100% Aumenta la base deducibile del 100% per la quota in fascia.
Oltre 10.000.000 € e fino a 20.000.000 € 50% Aumenta la base deducibile del 50% per la quota in fascia.
Oltre 20.000.000 € Dato non indicato Nei commi 427–436 la maggiorazione è prevista fino a 20.000.000 €.
Cumulabilità Possibile con condizioni Non duplicare la stessa quota di costo; base al netto di altri aiuti; esclusione per investimenti che beneficiano di altra disciplina richiamata dalla legge.

Come fare domanda

Per l’iper ammortamento 2026, la legge prevede un meccanismo di accesso fondato su trasmissione telematica di comunicazioni e certificazioni, utilizzando modelli standardizzati tramite una piattaforma sviluppata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) S.p.A.. Questa impostazione rende la misura diversa da un’agevolazione “solo contabile”: prima della fruizione, l’impresa deve rispettare un flusso informativo verso la piattaforma, con contenuti e tempistiche che saranno definiti nelle regole attuative.

La legge demanda infatti a un decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, la definizione delle modalità attuative dei commi 427–436. In particolare, il decreto dovrà disciplinare: (1) la procedura di accesso al beneficio; (2) il contenuto, le modalità e i termini di trasmissione delle comunicazioni periodiche; (3) le certificazioni e l’eventuale ulteriore documentazione atta a dimostrare la spettanza dell’agevolazione.

Cosa controllare prima di presentare la domanda?

Sul piano pratico, in attesa del decreto e dei modelli, un percorso operativo coerente con la legge è il seguente:

  1. Verifica idoneità soggettiva: accerta di essere titolare di reddito d’impresa e di non rientrare nei casi di esclusione (procedure concorsuali/sanzioni interdittive) e di rispettare sicurezza lavoro e obblighi contributivi.
  2. Verifica idoneità oggettiva: identifica il bene agevolabile (Allegato IV o V con interconnessione, oppure bene per autoproduzione rinnovabili con le regole specifiche per il solare) e conferma la destinazione a struttura produttiva in Italia.
  3. Verifica vincolo UE/SEE: controlla che il bene sia “prodotto” in UE/SEE, come richiesto dalla norma, predisponendo la documentazione che sarà necessaria a supporto (dettagli documentali: non indicati nella fonte, attesi nel decreto).
  4. Predisponi dati per la piattaforma: raccogli le informazioni tecniche e di investimento che con tutta probabilità dovranno alimentare comunicazioni e certificazioni (il set informativo preciso sarà nel decreto e nei modelli standardizzati del GSE).
  5. Invia comunicazioni/certificazioni: trasmetti in via telematica tramite piattaforma GSE, secondo le finestre e le cadenze che verranno definite.
  6. Gestisci la fruizione fiscale: applica la maggiorazione nella determinazione delle quote di ammortamento o dei canoni di leasing deducibili, nel rispetto delle regole e della cumulabilità (base al netto di altri aiuti sui medesimi costi).
  7. Conserva evidenze per controlli: la legge prevede gestione delle procedure e controlli da parte del GSE sulla base di convenzione con il MIMIT; occorre quindi essere pronti a dimostrare la spettanza in caso di verifica.

Il GSE, sulla base di convenzione con il MIMIT, cura anche lo sviluppo della piattaforma informatica, inclusi aspetti funzionali al monitoraggio degli oneri. Questo significa che gli adempimenti informativi non sono “accessori”: sono parte integrante del disegno di controllo e rendicontazione della misura.

Adempimento Dove Quando Contenuto
Comunicazioni telematiche Piattaforma GSE Termini: Dato non indicato (decreto attuativo) “Apposite comunicazioni” su investimenti agevolabili (modelli standardizzati).
Certificazioni Piattaforma GSE Termini: Dato non indicato (decreto attuativo) “Certificazioni” concernenti investimenti agevolabili; dettagli e format: non indicati nella fonte.
Comunicazioni periodiche Piattaforma GSE Cadenza: Dato non indicato (decreto attuativo) Contenuto/modalità: non indicati nella fonte; sarà definito dal decreto.
Eventuale ulteriore documentazione Piattaforma GSE / controlli Quando richiesto Documentazione “atta a dimostrare la spettanza del beneficio” (dato non indicato: decreto).
Controlli GSE (convenzione con MIMIT) Durante fruizione Gestione procedure e controlli; dettagli operativi: non indicati nella fonte (convenzione/decreto).

Scadenze e stato

Le scadenze dell’iper ammortamento 2026 si leggono su tre piani: (1) validità della norma e periodo di investimento; (2) tempistiche attuative (decreto e piattaforma); (3) regole fiscali collegate (acconti e monitoraggio).

Periodo degli investimenti agevolabili: la maggiorazione si applica agli investimenti di cui al comma 429 in beni prodotti in UE/SEE effettuati dal 01/01/2026 al 30/09/2028. Questa è la finestra temporale principale per “collocare” l’investimento. Fuori da questo intervallo la maggiorazione, per come è scritta nei commi 427–436, non risulta applicabile.

Entrata in vigore: la Legge 30/12/2025, n. 199 entra in vigore il 01/01/2026, con alcune eccezioni elencate nelle note dell’atto. I commi 427–436 non rientrano tra le eccezioni indicate nelle note di entrata in vigore anticipata al 30/12/2025, quindi l’operatività di riferimento resta dal 01/01/2026.

Decreto attuativo: il decreto del MIMIT, di concerto con il MEF, deve essere adottato entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Il decreto è decisivo perché deve stabilire procedura di accesso e soprattutto il contenuto e i termini di trasmissione delle comunicazioni periodiche, delle certificazioni e di eventuale ulteriore documentazione. In assenza del decreto e dei modelli standard, molte attività pratiche (invio, calendario, cadenze) restano “non determinabili” con certezza.

Acconti 2026

Acconti 2026: la legge prevede una regola specifica: la determinazione dell’acconto dovuto per il periodo d’imposta in corso al 31/12/2026 è effettuata senza tener conto delle disposizioni dei commi 427–436. Questo incide sulla pianificazione fiscale: anche se l’impresa matura il beneficio, gli acconti 2026 non devono essere “ridotti” considerando la maggiorazione (la gestione concreta dipende dalla posizione fiscale del contribuente, non disciplinata nel dettaglio dai commi 427–436).

Gestione, controlli e monitoraggio: il GSE gestisce procedure di accesso e controllo, e sviluppa la piattaforma anche per esigenze di monitoraggio. Il MEF monitora gli oneri sulla base delle informazioni trasmesse da GSE e MIMIT, con l’obiettivo di prevenire scostamenti rispetto alle previsioni e di intervenire secondo le procedure di finanza pubblica richiamate dalla legge.

Voce Data / periodo Cosa fare Stato
Entrata in vigore legge 01/01/2026 Verifica requisiti e pianifica investimenti e adempimenti informativi In vigore
Finestra investimenti 01/01/2026–30/09/2028 Effettua investimenti agevolabili (beni comma 429, prodotti UE/SEE, destinati in Italia) Definita in legge
Decreto attuativo MIMIT+MEF Entro 30 giorni dall’entrata in vigore Attendi procedure, modelli standard e termini di invio (piattaforma GSE) Da emanare
Piattaforma e flussi GSE Dato non indicato (dipende da decreto/convenzione) Invia comunicazioni/certificazioni secondo modelli e scadenze Da attivare/definire
Acconti periodo in corso al 31/12/2026 Regola speciale Determina l’acconto senza considerare i commi 427–436 Definita in legge
Monitoraggio oneri Continuo Conserva evidenze e rispetta flussi informativi per eventuali verifiche Definito in legge

FAQ

1) Chi può usare l’iper ammortamento 2026?

La legge lo riconosce ai soggetti titolari di reddito d’impresa, per investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive in Italia, nel rispetto di requisiti e condizioni previste nei commi 427–436.

2) Quali beni rientrano?

Rientrano gli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali nuovi compresi negli Allegati IV e V annessi alla legge, a condizione che siano interconnessi, e gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo anche a distanza (incluso stoccaggio).

3) Perché conta che il bene sia prodotto in UE/SEE?

La maggiorazione si applica, per gli investimenti agevolabili, a beni prodotti in uno Stato membro UE o in uno Stato aderente allo SEE. Le modalità di prova/documentazione non sono indicate nei commi 427–436 e saranno disciplinate dalle regole attuative.

4) Cos’è l’interconnessione richiesta per Allegati IV e V?

La legge richiede che i beni (materiali e immateriali) siano interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. I dettagli tecnici di verifica non sono sviluppati nei commi 427–436 (si rinvia alle regole e alle prassi applicative pertinenti).

5) Come si accede al beneficio?

L’impresa deve trasmettere in via telematica tramite una piattaforma sviluppata dal GSE, su modelli standardizzati, apposite comunicazioni e certificazioni sugli investimenti agevolabili. Procedura, contenuti e termini saranno definiti da decreto attuativo MIMIT di concerto con MEF.

6) Si può cumulare con altri incentivi?

Sì, è cumulabile con ulteriori agevolazioni nazionali ed europee sugli stessi costi, se non si coprono le medesime quote di costo e non si supera il costo sostenuto. La base di calcolo è al netto di sovvenzioni o contributi ricevuti per i medesimi costi. La maggiorazione non si applica agli investimenti che beneficiano di una specifica disciplina richiamata (legge 30/12/2024, n. 207, art. 1, comma 446).

7) Cosa succede se vendo il bene o lo sposto all’estero durante la fruizione?

Non viene meno la fruizione delle quote residue del beneficio, a condizione che nello stesso periodo d’imposta del realizzo l’impresa sostituisca il bene con un bene materiale strumentale nuovo con caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori. Se il costo del sostitutivo è inferiore, il beneficio prosegue fino a concorrenza del costo del nuovo investimento.

8) Gli acconti 2026 possono tenere conto dell’agevolazione?

No: la legge stabilisce che la determinazione dell’acconto dovuto per il periodo d’imposta in corso al 31/12/2026 è effettuata senza tener conto delle disposizioni dei commi 427–436.

9) Qual è la scadenza per effettuare gli investimenti?

La finestra prevista nei commi 427–436 è dal 01/01/2026 al 30/09/2028 per gli investimenti agevolabili (comma 429) in beni prodotti UE/SEE.

10) Dove trovo l’elenco dei beni Allegato IV e V?

Gli elenchi sono negli Allegati IV e V annessi alla Legge di Bilancio 2026 (Legge 30/12/2025, n. 199).


Fonti ufficiali e normativa

  • Gazzetta Ufficiale – Legge 30/12/2025, n. 199 (atto)
  • Gazzetta Ufficiale – Menu HTML dell’atto
  • Gazzetta Ufficiale – Articolo 1 (commi 401–500, include commi 427–436)
  • GU Serie Generale n. 301 del 30/12/2025 – PDF
  • GU n. 301 – Suppl. Ord. n. 42 – PDF
  • Normattiva – Dettaglio atto (se disponibile)
  • Normattiva – Legge 30/12/2025, n. 199 (se disponibile)
  • Camera dei deputati – Dossier (AP0213) su Legge di Bilancio 2026 (profili X Commissione)
  • Camera – Tema: Legge di bilancio 2026
  • Senato – Dossier PDF
  • Senato – Scheda DDL e dossier
  • MIMIT – Notizia (contesto Transizione 5.0)
  • MEF/RGS – Nota tecnico-illustrativa DLB 2026-2028 (contesto bilancio)
  • Gazzetta Ufficiale – Ricerca atti (serie generale)

Ente: Stato italiano (Legge di Bilancio 2026); attuazione e procedure: Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

Riferimenti GU: Legge 30/12/2025, n. 199 (25G00212), GU Serie Generale n. 301 del 30/12/2025 – Supplemento Ordinario n. 42; art. 1, commi 427–436.

Sito di riferimento: Gazzetta Ufficiale – Atto Legge 30/12/2025, n. 199


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