Il “Voucher consulenza legale per l’internazionalizzazione 2026” della CCIAA di Bolzano è un contributo a fondo perduto per sostenere servizi di consulenza legale collegati a operazioni/attività sui mercati esteri nel territorio della Provincia di Bolzano. La finestra per presentare domanda è dal 12/01/2026 al 30/06/2026. Destinatari e requisiti (es. tipologia d’impresa, sede/iscrizione, regolarità): dato non disponibile nei dati forniti (va verificato nella scheda ufficiale).
Le spese ammesse indicate sono comprese tra 2.000 € e 12.500 € e riguardano consulenza legale finalizzata all’internazionalizzazione (contenuti e ambiti specifici: non indicati nei dati forniti). Percentuale di contributo, massimale e stanziamento totale: dato non disponibile nei dati forniti. In pratica, prima di avviare la consulenza conviene definire un progetto “misurabile” (Paesi/mercati target, attività legali
Stanziamento incentivo totale (€): 100.000 €.
Indice Guida
Bolzano Voucher consulenza legale 2026 l’internazionalizzazione in sintesi

- Beneficiari: MPMI iscritte e attive nel Registro Imprese della CCIAA di Bolzano, con sede legale in Alto Adige.
- Forma: voucher (contributo a fondo perduto) in regime “de minimis”.
- Intensità: 40% delle spese ammissibili, fino a 5.000 € (ritenuta d’acconto 4% in fase di pagamento).
- Spesa minima: 2.000 €; oltre 12.500 € la quota eccedente non aumenta il contributo massimo.
- Domande: solo online su piattaforma RESTART, dalle ore 12:00 del 12/01/2026 alle ore 12:00 del 30/06/2026.
- Rendicontazione: entro le ore 16:00 del 30/09/2026, con fatture, pagamenti e relazione finale.
A chi spetta
Questo voucher è pensato per le micro, piccole e medie imprese (MPMI) che operano in Alto Adige e che vogliono rafforzare o rendere più sicura (dal punto di vista legale) la propria presenza sui mercati internazionali. Il punto chiave è la territorialità: l’impresa deve avere la sede legale nella circoscrizione della Camera di commercio di Bolzano e deve risultare attiva e regolarmente iscritta al Registro delle Imprese (non è sufficiente la sola iscrizione al REA). In pratica, prima di investire tempo nella domanda, verifica che la visura camerale sia aggiornata, che lo stato dell’impresa risulti “attivo” e che la sede legale sia effettivamente in Provincia di Bolzano.
Oltre ai requisiti “anagrafici”, la Camera richiede alcune condizioni amministrative che, se trascurate, possono bloccare la concessione o portare a decadenza: regolarità nel pagamento del diritto annuale camerale (alla presentazione o entro il termine assegnato in caso di invito a regolarizzare), assenza di procedure concorsuali o liquidazioni, e regolarità rispetto agli obblighi contributivi e alle norme su salute e sicurezza sul lavoro. È inoltre previsto il rispetto delle condizioni connesse alle verifiche antimafia per i soggetti indicati dalla normativa, quando applicabili. Questi aspetti non sono “burocrazia fine a sé stessa”: sono filtri tipici dei contributi pubblici, e conviene controllarli in anticipo con chi segue l’amministrazione della tua impresa.
Attenzione anche al vincolo “un’impresa = una domanda”. Ogni impresa può presentare una sola richiesta: se invii più domande, verrà considerata solo la prima in ordine cronologico e le successive potranno risultare non ammissibili. Se l’impresa fa parte di un gruppo o di un insieme di imprese collegate, il tema diventa quello dell’“impresa unica” ai fini del de minimis: in sostanza, i massimali de minimis vanno valutati considerando anche le relazioni di controllo/collegamento previste dalla disciplina europea. Prima di inviare l’istanza, ricostruisci gli aiuti de minimis ricevuti negli ultimi anni (periodo di riferimento “a tre anni solari” secondo la normativa richiamata) e prepara una tabella interna con: ente concedente, data di concessione, importo, regime, eventuale cumulo. Questo passaggio riduce il rischio di dichiarazioni inesatte e di revoca successiva.
Infine, considera un requisito “operativo” spesso sottovalutato: i fornitori della consulenza non possono essere contemporaneamente beneficiari del bando e non devono trovarsi in rapporti di collegamento, controllo o con assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con l’impresa richiedente. In parole semplici: evita consulenti “di casa”, società del gruppo, o soggetti con intrecci societari che potrebbero essere letti come conflitto. Se hai dubbi, scegli un fornitore esterno e documenta bene l’indipendenza (preventivo su carta intestata, partita IVA, descrizione puntuale dell’attività).
Tabella requisiti principali
| Voce | Requisito |
|---|---|
| Beneficiari | Micro, piccole e medie imprese (MPMI) |
| Territorio | Sede legale in Alto Adige / circoscrizione CCIAA Bolzano |
| Iscrizione | Impresa attiva e in regola nel Registro Imprese |
| Posizione camerale | Diritto annuale regolare (o regolarizzazione entro termine indicato) |
| Stato impresa | Non in fallimento/liquidazione/altre procedure equivalenti |
| Regolarità | Obblighi contributivi e sicurezza sul lavoro regolari |
| Limite domande | 1 sola domanda per impresa (vale la prima cronologica) |
| Fornitori | Esterni, qualificati, con partita IVA e senza collegamenti/controlli con il beneficiario |
Cosa finanzia
Il bando finanzia esclusivamente consulenze di natura legale collegate a operazioni e mercati al di fuori dell’Italia. L’obiettivo è rendere “pronta per l’estero” l’azienda sul piano contrattuale, regolatorio e operativo, riducendo rischi tipici dell’export (condizioni di vendita, incoterms, responsabilità, fiscalità e dogana, pagamenti e assicurazioni) e dell’e-commerce internazionale (obblighi informativi, tutela consumatori, privacy, diritto applicabile, gestione resi e contenzioso). Questo significa che la consulenza deve avere un contenuto concreto e verificabile: non è sufficiente una generica “assistenza legale”, ma serve una prestazione collegata a un progetto identificabile, con output chiari (bozze contrattuali, pareri, procedure operative, checklist di compliance).
Le tipologie di intervento ammesse sono tre macro-aree. La prima riguarda l’elaborazione o l’adattamento di contratti internazionali di vendita e distribuzione per mercati extra-Italia: condizioni generali di contratto, contratti di compravendita, agenzia/distribuzione/rappresentanza, appalto, licenza e franchising, accordi di riservatezza (NDA). Qui il valore del voucher cresce se presenti preventivi dettagliati che indicano numero di giornate/ore e attività per singolo documento (ad esempio: revisione CGC, redazione clausole su legge applicabile e foro, gestione garanzie e limitazioni di responsabilità, adeguamento a specifico Paese target).
La seconda macro-area è la gestione tecnica delle esportazioni (sempre per mercati esteri): consulenza su dogana, fiscalità connessa all’export, trasporti/logistica, assicurazioni, pagamenti. In pratica, rientrano attività come: definizione del corretto flusso documentale per spedizioni, impostazione delle condizioni di resa, analisi dei rischi di pagamento, strutturazione di assicurazioni e coperture, e indicazioni per evitare errori frequenti che portano a blocchi doganali o contestazioni.
La terza macro-area riguarda i requisiti di legge per il commercio online in specifici Paesi esteri: adeguamento di policy e contratti online, compliance locale, gestione di termini e condizioni per vendite cross-border. Per rendere la spesa “solida” in rendicontazione, conviene far emergere nel progetto: Paese o area geografica di riferimento, canale (sito proprio, marketplace), tipologia di prodotti/servizi e principali rischi legali che la consulenza affronta.
Onorari di consulenza legale

Sono ammissibili gli onorari di consulenza legale relativi alle attività sopra, ma esistono limiti operativi che incidono sui preventivi: nei preventivi devono essere indicate giornate/ore e costo unitario, e la spesa massima ammessa per consulenza è pari a 1.000 € per giornata e 125 € per ora. Inoltre i preventivi devono essere su carta intestata di soggetti qualificati, indirizzati all’impresa richiedente, in euro e in lingua italiana o tedesca (o accompagnati da una breve traduzione in una delle due lingue), e non possono essere datati prima del 01/12/2025.
Se un preventivo manca di questi elementi, rischi l’inammissibilità della domanda o richieste di integrazione che fanno perdere tempo prezioso in un bando a sportello.
Non sono invece ammissibili: revisione o elaborazione di contratti nazionali (Italia), vitto/alloggio/viaggi, spese per pasti/rinfreschi/buffet/omaggi/premi, consulenze continuative o periodiche che rientrano nei costi ordinari di esercizio (come consulenza fiscale, consulenza legale “ricorrente” o pubblicità), e costi del personale. Anche l’IVA è normalmente esclusa: può rientrare solo se rappresenta un costo effettivo non recuperabile dal beneficiario. Quindi, se l’azienda detrae l’IVA, il progetto va impostato al netto; se non la detrae, prepara una motivazione contabile interna e mantieni coerenza tra preventivi, fatture e importi rendicontati.
Tabella spese ammissibili / escluse
| Categoria | Esempi | Ammissibilità |
|---|---|---|
| Contrattualistica internazionale | CGC, compravendita, distribuzione/agenzia, appalto, licenza/franchising, NDA (mercati fuori Italia) | Ammessa |
| Gestione tecnica export | Dogana, fiscalità export, trasporti/logistica, assicurazioni, pagamenti (mercati fuori Italia) | Ammessa |
| E-commerce estero | Requisiti legali per vendite online in Paesi esteri, T&C e compliance | Ammessa |
| Consulenza ordinaria continuativa | Assistenza legale ricorrente, consulenza fiscale periodica, pubblicità | Esclusa |
| Spese accessorie | Vitto, alloggio, viaggi, pasti, rinfreschi, omaggi | Esclusa |
| Contratti nazionali | Revisione/elaborazione contratti per mercato Italia | Esclusa |
| Personale | Costo del personale interno | Esclusa |
Quanto vale
Il voucher è un contributo a fondo perduto calcolato in percentuale sulle spese ammissibili: copre fino al 40% del totale delle spese ammissibili del progetto, con un tetto massimo di 5.000 € per impresa. L’investimento minimo in spese ammissibili è pari a 2.000 €. Questo dà una regola pratica molto utile: sotto i 2.000 € la domanda non regge; tra 2.000 € e 12.500 € il contributo cresce in modo proporzionale (40%); oltre 12.500 € la quota di spesa aggiuntiva non incrementa più il contributo, perché il voucher rimane comunque bloccato a 5.000 €. La misura, quindi, è particolarmente conveniente per progetti “compatti” e ben definiti: ad esempio, un pacchetto contrattuale + parere su dogana/pagamenti per un Paese specifico.
Le risorse complessive messe a disposizione sono pari a 100.000 €. Poiché si tratta di un bando a sportello, questa informazione ha un impatto diretto sulla strategia: conviene presentare la domanda il prima possibile (dal giorno di apertura) con una documentazione completa, perché l’ordine cronologico conta e la Camera può chiudere anticipatamente i termini in caso di esaurimento delle risorse. Se, invece, le risorse non vengono esaurite, la Camera può prorogare o riaprire i termini: è un elemento che rende ancora più importante monitorare lo stato del bando e le comunicazioni ufficiali.
Dal punto di vista fiscale/amministrativo, è previsto che il voucher venga erogato con l’applicazione della ritenuta d’acconto del 4%. In pratica, il contributo concesso potrebbe essere assoggettato a trattenuta al momento del pagamento, con conseguente incasso netto inferiore al valore “lordo” concesso. È un dettaglio che conviene considerare nel budget di progetto, soprattutto se stai pianificando di coprire una parte dei costi con liquidità già impegnata. In caso di dubbi sulla gestione contabile, confrontati con il tuo consulente, ma mantieni il principio operativo: importi coerenti e documenti coerenti (preventivi, fatture, pagamenti).
IVA e i limiti unitari della consulenza
Altri due aspetti incidono sul valore effettivo: l’IVA e i limiti unitari della consulenza. Le spese si intendono al netto IVA; l’IVA non rientra nelle spese ammesse salvo il caso in cui sia un costo effettivo non recuperabile. Inoltre, nei preventivi, la spesa massima ammessa per i servizi di consulenza è di 1.000 € per giornata e 125 € per ora: se il fornitore applica tariffe superiori, la parte eccedente rischia di non essere considerata ammissibile, con effetto a cascata sul contributo.
Per evitare sorprese, chiedi al fornitore di impostare il preventivo rispettando i massimali unitari e di dettagliare chiaramente attività, output e tempi.
Infine, la misura rientra nel regime “de minimis”. Questo significa che, prima della concessione, l’impresa deve rispettare i massimali e le regole di cumulo previste dalla normativa europea richiamata dal bando. Operativamente: ricostruisci gli aiuti de minimis e prepara dichiarazioni coerenti; in caso di “impresa unica” (controlli/collegamenti), considera il perimetro corretto. Questo passaggio non aumenta il contributo, ma evita il rischio peggiore: concessione seguita da revoca per superamento massimale o dichiarazioni non corrette.
Tabella importi e calcolo
| Spesa ammissibile | Aliquota | Contributo teorico | Contributo riconoscibile |
|---|---|---|---|
| 2.000 € | 40% | 800 € | 800 € |
| 5.000 € | 40% | 2.000 € | 2.000 € |
| 10.000 € | 40% | 4.000 € | 4.000 € |
| 12.500 € | 40% | 5.000 € | 5.000 € (massimo) |
| 15.000 € | 40% | 6.000 € | 5.000 € (massimo) |
Come fare domanda
La domanda si presenta esclusivamente online, tramite la piattaforma RESTART (Infocamere). L’invio è possibile dalle ore 12:00 del 12/01/2026 alle ore 12:00 del 30/06/2026. L’accesso richiede un’identità digitale: SPID di secondo livello (persona fisica), oppure CNS con PIN del dispositivo, oppure CIE. Dal punto di vista pratico, il consiglio è semplice: non arrivare al giorno di apertura senza aver verificato accessi e strumenti. Assicurati che il legale rappresentante possa autenticarsi, che la firma digitale sia operativa e che i file siano pronti nel formato corretto. Il sistema accetta esclusivamente documenti firmati digitalmente in modalità CAdES, con estensione .p7m: se firmi in un formato diverso, l’upload può fallire o la pratica può risultare non corretta.
La piattaforma genera una richiesta telematica che riassume i dati inseriti; questa richiesta deve essere firmata digitalmente dal titolare/legale rappresentante dell’impresa oppure da un intermediario indicato dall’impresa nella domanda. Se scegli la via dell’intermediario, mantieni comunque il controllo della documentazione: in un bando a sportello la qualità e coerenza degli allegati fanno la differenza tra una domanda lavorabile e una domanda che genera richieste di integrazione o, nel peggiore dei casi, esclusioni automatiche.
Allegati da predisporre prima dell’invio
- Domanda di contributo in PDF firmata digitalmente, con dichiarazioni sul possesso dei requisiti. La domanda deve essere munita di marca da bollo da 16 € (salvo esenzione). L’imposta di bollo può essere assolta con modello F23 allegando copia, oppure indicando numero e data della marca da bollo e dichiarando l’uso esclusivo per questa procedura.
- Descrizione del progetto (file Excel) firmata digitalmente: è il documento che “spiega” cosa farai, per quale Paese/mercato, con quali output e con quali fornitori.
- Preventivi di spesa su carta intestata, in euro, in italiano o tedesco (o con breve traduzione), indirizzati all’impresa richiedente, non datati prima del 01/12/2025. Devono indicare giornate/ore e costo unitario, rispettando i massimali 1.000 €/giorno e 125 €/ora, e riportare chiaramente dati del fornitore (inclusa partita IVA) e voci di spesa.
- Eventuale documentazione F23 (se usato per l’imposta di bollo), con copia allegata.
Un punto operativo decisivo riguarda il “timing” delle spese. Le fatture per le spese ammissibili possono essere emesse a partire dalla data di presentazione della domanda e fino alla scadenza di rendicontazione (indicata nel bando), e entro lo stesso termine deve essere concluso il progetto. Inoltre, sulle fatture deve essere indicato il codice CUP. Questo significa che, se inizi la consulenza subito dopo l’invio e il CUP viene assegnato successivamente alla concessione, potresti trovarti con documenti emessi prima dell’attribuzione del CUP: il bando prevede modalità di regolarizzazione. Per non complicarti la vita, la strategia più prudente è: inviare domanda completa, attendere la concessione e l’assegnazione del CUP, poi far emettere le fatture con CUP già presente. Se non è possibile, organizza in anticipo con il fornitore la gestione documentale, perché la regolarizzazione (soprattutto per fatture elettroniche) richiede passaggi puntuali e coerenza assoluta tra documenti.
Dopo l’invio, la Camera svolge l’istruttoria amministrativo-formale e una verifica di merito sull’attinenza della domanda alle spese e misure ammissibili. Se mancano informazioni o allegati, la Camera può chiedere integrazioni entro un termine: il mancato invio delle integrazioni nei tempi comporta la decadenza della domanda. In parallelo, opera il meccanismo “a sportello valutativo”: le domande vengono esaminate in ordine cronologico e la graduatoria viene aggiornata periodicamente fino a esaurimento fondi. La conseguenza pratica è che conviene presentare una domanda completa “al primo colpo”, evitando correzioni tardive che rischiano di farti perdere posizione o tempo utile.
Tabella documenti (checklist)
| Documento | Formato | Firma digitale | Note operative |
|---|---|---|---|
| Domanda di contributo | Sì (CAdES .p7m) | Marca da bollo 16 € salvo esenzione; F23 o indicazione marca | |
| Descrizione progetto | XLSX | Sì (CAdES .p7m) | Descrivi Paesi/mercati, obiettivi, output, fornitori |
| Preventivi | PDF (o equivalente) | Preferibile/ammessa | Non prima del 01/12/2025; indicare giorni/ore; max 1.000 €/giorno e 125 €/ora |
| F23 (se usato) | Sì (CAdES .p7m) | Allega copia per imposta di bollo |
Scadenze e stato
Le date sono un elemento “strategico” perché questa misura funziona a sportello: contano il giorno e l’ora di invio, e i fondi sono limitati (100.000 €). L’apertura è fissata alle ore 12:00 del 12/01/2026 e la chiusura alle ore 12:00 del 30/06/2026. Tuttavia, è previsto che l’ente possa chiudere anticipatamente in caso di esaurimento delle risorse, oppure prorogare/riaprire i termini se i fondi non vengono utilizzati integralmente. Per questo, anche se la finestra sembra ampia, l’approccio migliore è trattare l’apertura come una “data di click day”: documenti pronti, firma digitale funzionante, accesso a RESTART testato, e invio il più vicino possibile all’orario di apertura.
Oltre alla finestra di presentazione, devi considerare la scadenza di rendicontazione, perché il contributo viene liquidato solo dopo l’invio della documentazione di spesa e della relazione finale. La rendicontazione deve essere trasmessa entro e non oltre le ore 16:00 del 30/09/2026, pena decadenza dal voucher. Questo termine, nella pratica, determina anche l’orizzonte massimo del progetto: le fatture devono essere emesse (e il progetto completato) entro la scadenza di rendicontazione prevista dal bando. Se stai pianificando consulenze complesse (ad esempio un set di contratti + adattamento e-commerce in più Paesi), evita di comprimere tutto a ridosso di settembre: lascia margine per eventuali revisioni, per l’emissione delle fatture e per la raccolta delle prove di pagamento.
Per arrivare alla liquidazione senza intoppi, pianifica la rendicontazione già in fase di domanda. La documentazione tipica include: istanza di liquidazione con elenco fatture e dichiarazioni, fatture (con CUP indicato), prove di pagamento, relazione finale di consuntivazione firmata digitalmente, e ulteriori adempimenti operativi richiesti dal bando (ad esempio creazione di un profilo aziendale su una piattaforma camerale dedicata e registrazione su una piattaforma nazionale di supporto all’export con svolgimento dell’export check-up). Se un documento manca o è incoerente, la Camera può chiedere integrazioni entro un termine; il mancato invio delle integrazioni può comportare la decadenza. Inoltre, se le spese rendicontate risultano inferiori a quelle preventivate ma comunque sopra il minimo previsto, il contributo viene riproporzionato sulle spese effettivamente sostenute e documentate: quindi, se riduci il perimetro del progetto, aspettati un contributo ridotto.
Un altro tema importante è il CUP in fattura. Il bando prevede la revoca del contributo, tra gli altri casi, anche se manca l’indicazione del CUP sulle fatture presentate. Per questo, inserisci un controllo “anti-errore” nel tuo flusso interno: prima di pagare e prima di caricare la fattura, verifica che il CUP sia presente e che la descrizione della prestazione sia coerente con il progetto. Se hai fatture emesse prima dell’assegnazione del CUP, il bando prevede modalità di regolarizzazione: gestiscile subito, senza rimandare alla rendicontazione dell’ultimo giorno.
Tabella scadenze
| Evento | Data e ora | Cosa fare |
|---|---|---|
| Apertura domande | 12/01/2026 ore 12:00 | Invia pratica completa su RESTART con firma digitale CAdES (.p7m) |
| Chiusura domande | 30/06/2026 ore 12:00 | Ultimo termine ordinario (possibile chiusura anticipata per esaurimento fondi) |
| Rendicontazione | 30/09/2026 ore 16:00 | Carica istanza liquidazione, fatture con CUP, pagamenti, relazione finale e allegati richiesti |
FAQ
- Chi può richiedere il voucher?
Micro, piccole e medie imprese con sede legale in Alto Adige, attive e regolarmente iscritte al Registro Imprese della CCIAA di Bolzano. - È un contributo a fondo perduto?
Sì, è un voucher (contributo a fondo perduto) con intensità fino al 40% delle spese ammissibili. - Qual è l’importo massimo ottenibile?
Fino a 5.000 € per impresa, calcolato sul 40% delle spese ammissibili. - Qual è la spesa minima del progetto?
2.000 € di spese ammissibili (al netto IVA, salvo IVA non recuperabile). - Che tipo di consulenze sono ammesse?
Consulenze legali per mercati esteri: contratti internazionali, gestione tecnica export (dogana/fiscalità/logistica/assicurazioni/pagamenti) ed e-commerce per Paesi esteri. - Posso usare il mio consulente “interno” o una società collegata?
Il fornitore non deve essere beneficiario del bando e non deve essere collegato/controllato o avere assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con il beneficiario. - Come e quando si presenta la domanda?
Solo online su RESTART, dalle ore 12:00 del 12/01/2026 alle ore 12:00 del 30/06/2026, con accesso via SPID/CNS/CIE e documenti firmati CAdES (.p7m). - Serve la marca da bollo?
Sì, marca da bollo da 16 € salvo esenzione. È possibile assolvere l’imposta anche tramite modello F23 con copia allegata. - Entro quando devo rendicontare?
Entro le ore 16:00 del 30/09/2026, caricando istanza di liquidazione, fatture con CUP, prove di pagamento, relazione finale e altri allegati richiesti. - Se spendo meno di quanto previsto, perdo il contributo?
Se le spese effettive restano sopra il minimo, il contributo viene riproporzionato sulle spese realmente sostenute e documentate.
Fonti ufficiali e normativa
- Scheda su Incentivi.gov.it
- Pagina CCIAA Bolzano (amministrazione trasparente) – Voucher 2026
- Spese ammissibili (pagina CCIAA Bolzano)
- Presentazione delle domande (pagina CCIAA Bolzano)
- Pagina informativa bando (CCIAA Bolzano)
- Bando (PDF) – Consulenza legale per l’internazionalizzazione 2026
- Domanda (DOCX)
- Descrizione progetto (XLSX)
- Relazione finale / Abschlussbericht (PDF)
Ultimo aggiornamento: 02/01/2026
Ente: Camera di commercio, industria, artigianato, turismo e agricoltura di Bolzano





